In vena di letture relative alla “teoria dei bisogni” mi interrogo su come riappropriarsi dei bisogni “veri” per provare a liberarsi dalla schiavitù di quelli “reali” e mettere piede nel vasto territorio dei bisogni “radicali”, inquantificabili per loro stessa natura.

In un momento in cui anticipiamo anche quest’anno l’Earth Overshooting Day di qualche giorno, in un momento in cui la RAI “rinnovata” pensa bene di eliminare l’unica trasmissione che faceva vera informazione sui problemi ambientali e climatici del nostro pianeta (“Scala Mercalli” che a me in certi momenti sembrava anche abbastanza tiepida, perdonate il gioco di parole, e filogovernativa), io resto fermamente convinto del fatto che se vogliamo recuperare almeno in parte i nostri valori di riferimento in quanto specie, se vogliamo veramente provare a traguardare maggiormente la “qualità” rispetto alla “quantità”, è necessario tornare al Mondo Selvaggio.

Non è possibile infatti continuare a pensare che tutto ciò che siamo, tutto ciò che ci ha forgiato per come siamo, sia il prodotto di 10.000 anni di storia e non il frutto di 300.000 anni di preistoria.

Per questo ancora una volta mi affido ai pochi strumenti di comunicazione in mio possesso per lanciare, forte, una proposta che non sia troppo rivoluzionaria da spaventare coloro che a questo punto della loro vita e della loro storia sono veramente troppo distanti dall’ambiente naturale, che non sia impossibile da realizzare per i più richiedendo un ritorno ad un Mondo Selvaggio ancora intatto presente in luoghi “lontani da noi”.

Voglio fare una proposta che abbia come caratteristica la prossimità e che ci consenta di rientrare in contatto con il Mondo Selvaggio per gradi e per passi (dove le parole gradi e passi non vengono utilizzate a caso).

E’ naturalmente una proposta ancora in bozza e che si sostanzia in una prima lista che non ha la pretesa né di definire relazioni gerarchiche fra i vari item della lista né di provvedere ad una categorizzazione degli stessi. Molti elementi si assomigliano a tal punto da potere essere considerati uguali o facenti parte di un’unica categoria, molti altri richiedono comunque un grado di allontanamento dalla nostra “casa artificiale” da non essere così facilmente praticabili come dichiarato in premessa (probabilmente uno dei parametri che varrebbe la pena inserire è proprio un parametro di “distanza” così da fornire una declinazione quasi topografica delle diverse azioni proposte). Le proposte sono infine alquanto eterogenee presentandosi a volte come idee abbastanza astratte e meglio definibili in una gamma di azioni pratiche ed altre volte invece proprio come azioni molto concrete.

Va inoltre detto che alcune delle proposte fatte possono collidere a volte in maniera significativa con la pubblica morale, con la legge, con quelle che oggi consideriamo norme igieniche fondamentali e condivise. Di ciò al momento non ho intenzione di preoccuparmi.

Concludo la premessa dicendo che molte di queste proposte le devo tal quali alla lettura dei testi di Gary Snyder.

Inutile dire che apro questa riflessione al contributo di tutti per far si che questa lista possa risultare nel tempo ricca, condivisibile, praticabile.

Cose da fare per riapprossimarsi al Mondo Selvaggio

  1. Incontrare il cielo stellato;
  2. riconoscere nella nostra stella (il sole) l’origine di tutta l’energia sul nostro pianeta;
  3. Rendere più sottili le pareti della nostra casa;
  4. dormire all’aperto;
  5. prendere direttamente dalla sorgente l’acqua che si beve;
  6. non combattere eternamente contro la polvere;
  7. allontanare i parassiti senza odiarli;
  8. conoscere il terreno e il territorio nel quale si vive;
  9. essere grati per l’esistenza di tutte le piante, gli animali e gli uccelli;
  10. osservare gli animali e le piante;
  11. attraversare i torrenti;
  12. salire le cime;
  13. raccontare una bella storia quando siamo di ritorno a casa dal Mondo Selvaggio;
  14. coltivare parte del proprio cibo;
  15. sottoporsi volentieri ai fenomeni meteorologici senza troppe protezioni o schermi;
  16. fare cacca e pipì nell’ambiente naturale;
  17. andare in giro nudi;
  18. andare in giro a piedi scalzi;
  19. fare l’amore all’aperto;
  20. riuscire a ricavare qualche cosa da mangiare direttamente dal Mondo Selvaggio;
  21. fermarsi ad odorare gli oggetti del Mondo Selvaggio;
  22. porsi in relazione profonda con il ciclo dell’acqua.

12 pensieri su “22 cose

  1. considerando che vivo in appartamento con un semplice terrazzino, le n.1, 2,6,7,8,9,10,14 (vale il basilico e il prezzemolo coltivato in vaso?), 20,21 e 22 in qualche modo ce la faccio. Alcune mi viene proprio difficile… non so se mi capisci … 😉

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      1. la 16 e la 17, come puoi ben capire sono piuttosto complicate. Per quanto riguarda la n.16, so che ci sono multe salate per le deiezioni dei cani, ma non so per gli umani. Per quanto riguarda la n.17 si parla di offesa al pudore pubblico perseguibile penalmente e nel mio caso in particolare, visto che non ho piu’ l’eta’ per mostrare “un bel vedere” ci sarebbe l’aggravante.
        Se, come spero che accada, dovessimo incontrarci un giorno a casa tua, escludendo la n.16 e la n.17, potrei seguire con cura tutte le altre regolette. Affettuosamente ti abbraccio ridendo come una pazza 😂😂😂😂😂😂😂, anche mio marito

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          1. France’, in campagna si sa, si puo’ fare, io fin da bambina quando si andava a giocare nei campi o a fare escursioni la si faceva in un angolino. Girare nudi, non so, io l’ho fatto in un posto che sembrava assolutamente deserto (alle falde dei Tre pizzi di Caltabellotta) e dopo due minuti c’erano tre vaccari comparsi dal nulla con le palle degli occhi penzolanti.

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      1. Una bella metà…già lo facciamo….con tanto piacere avendo un pezzo di terra,marmellate,olio,salsa di quella di una volta cotta in bottigilie nei bidoni,vini nostrani di quelli (tosti)ecc ecce.. ..ecc
        Siamo della vecchia guardia :))
        Buona giornata

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