Le ragioni di questo blog

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Uomo sono. Anch’io, ad intervalli, <<ad ora incerta>>, ho ceduto alla spinta: a quanto pare, è inscritta nel nostro patrimonio genetico”. 

Questo scrive Primo Levi nel 1984, ad introduzione della sua raccolta di poesie che ha come titolo appunto “Ad ora incerta” e lo fa per giustificare il bisogno che ci coglie, a volte, e che ci induce a scrivere in versi. Continue reading “Le ragioni di questo blog”

Un catino di stelle

Un catino di stelle

Nella dedica fatta per la sua raccolta di poesie “Carme presunto ed altre poesie“, Jorge Luis Borges scrive:

A chi dovesse leggere

Se le pagine di questo libro ammettono qualche verso felice , voglia perdonarmi il lettore la sgarberia di averlo usurpato io, anticipatamente. Le nostre quisquilie differiscono poco; ordinaria e fortuita è la circostanza  che tu sia il lettore di questi versi, e che io ne sia l’estensore.

Borges con queste parole sembra volere sminuire le sue capacità di poeta, ma in realtà finisce per proporci un concetto chiaro ed universale: la materia della poesia è la vita, e alla fine le vite di ognuno di noi, fuori dalla nostra sensazione di essere il centro dell’universo, sono tutte molto simili fra di loro (quisquilie) e solo il caso decide chi le racconterà prima con versi migliori. Continue reading “Un catino di stelle”

La botanica del bisogno

La botanica del bisogno

A due giorni dalla Marcia dello Zingaro posto nuovamente un articolo pubblicato quasi un anno fa, all’indomani di un bellissimo trekking nel cuore dello Zingaro. In quel luogo dove adesso, immagino, non sia sopravvisuto uno solo degli azzeruoli che resero più leggero il nostro cammino.

adoraincertablog

Anni fa mi sono imbattuto in un libro di Michael Pollan dal titolo “La botanica del desiderio“. In questo interessantissimo saggio Pollan propone una tesi molto originale. Non soltanto sostiene che le piante non siano li, passive, a farsi mangiare ed usare da noi (e questa era una considerazione che sulla base dei miei studi avevo già maturato dentro di me), ma che addirittura siano in grado di manipolarci, un po’ come fanno alcuni fiori con le api, per le loro finalità.

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Odori famigliari

Odori famigliari

Per tanto tempo sono stato convinto che i nostri sensi funzionassero come delle finestre aperte sul mondo.

Grandi buchi aperti sulla superfice della nostra interfaccia con l’universo attraverso i quali ricevere sollecitazioni, impulsi, stimoli.

Poi è venuto Steve Van Matre e l’Educazione alla Terra, e dopo ancora David Le Breton con la sua antropologia dei sensi e mi hanno spiegato, convincendomi, che i nostri sensi purtroppo (e a volte per fortuna) non sono affatto dei canali aperti che ci mettono in connessione con il grande oceano galattico, sono piuttosto delle finestre ma delle finestre con tanto di vetri che si comportano da veri e propri filtri. Continue reading “Odori famigliari”

Appello – Zingaro 18.05.1980 – 25.08.2017

Appello – Zingaro 18.05.1980 – 25.08.2017

Dove siete? 37 anni dopo dove siete? Che ne è dei 10.000, o dei 3.000, o fossero anche 100, con i quali marciai in quel giorno di maggio?

Cala Mazzo di Sciacca, Punta della Capreria, Cala del Varo, Punta Leone, Cala della Disa, e ancora più avanti nel cuore di quel luogo il cui battito avevamo temuto avrebbero fatto tacere. Oltre quel tunnel che poteva essere incubo e invece è diventato simbolo.

Dove siete adesso? E’ la terra che ci chiama, la stessa terra che ha invocato il nostro aiuto nuovamente ci chiama su quei sentieri. Continue reading “Appello – Zingaro 18.05.1980 – 25.08.2017”

Liturgia delle ore

Liturgia delle ore

Ti sono grato Signore, per la prima ora del giorno.

Quella in cui gli uccelli, tutti assieme, esplodono nel loro canto.

Quella in cui lontani sembrano i fantasmi della notte,

e il cuore si offre pulito alla gioia di un mattino nuovo.

Quella in cui mi consenti di attraversare due bioregioni,

e oltre il tunnel, ogni giorno, trovo intatto l’astro che mi abbraccia e riscalda, chiunque io sia. Continue reading “Liturgia delle ore”

Girotondo intorno al mondo

Girotondo intorno al mondo

Neda, blogger che seguo con molta attenzione, attraverso i suoi commenti al mio post di ieri “La paura secondo me“, con l’acutezza e discrezione di sempre, contesta un difetto di utopia che rende la mia fase conclusiva “Dobbiamo imparare a risparmiare gli altri per i benefici più complessi e più misteriosi dell’amore” poco adatta a fornire anche solo una soluzione teorica all’orrore che stiamo vivendo.

Poi però nel suo secondo commento fa una citazione. Sono sicuro che lo sia perché la mette fra virgolette. La considero anche un suo delicato dono nei miei confronti perché evidentemente sa cosa mi piace. Quel dono è una piccola chiave, buona per accendere un ricordo. E allora ecco una canzone da condividere per chi ne ha voglia, un’utopia di quelle vere, di quelle senza speranza, concrezionata nelle parole di Paul Fort, trasmessa attraverso la voce di Sergio Endrigo, dedicata a Neda e a tutti gli “uomini di buona volontà”. Continue reading “Girotondo intorno al mondo”