Ci sono cose

Ci sono cose

Ci sono cose che devi vedere una volta,
Che puoi vedere una volta sola e
se non le vedi più non importa.
Sono la porta che ti conduce al mondo selvaggio,
e un raggio che attraversa le fronde e sembra ponte,
e la fonte che non pensavo ci fosse
da cui gorgoglia quest’acqua di seta
Che adesso, proprio adesso,
Mi disseta.

La lista

La lista

Quattro aironi cenerini nel bosco dei cento acri che si sono alzati in volo appena ci hanno sentito arrivare.

Un upupa, subito dopo, che mai da queste parti ne avevo visto uno.

Una ghiandaia fra le foglie nuove del pioppo che ci ha guardati per un lungo momento prima di tornare nel luogo suo in una breve fiammata di remiganti azzurre.

Un volo pomeridiano di gruccioni che sembrava non finire piu ed una meraviglia di colori e canti anche se lo sapevo che erano lì per mangiarsi le mie api.

Il Piccolo che scopre da solo e da solo identifica una piantina di menta d’acqua cresciuta, non si sa come, sul nostro prato.

Questa è una breve lista di miracoli a metà della primavera del 2021.

Arrivo

Arrivo

Arrivo.

E te lo scrivo anche,

in un maniera o in un’altra,

sta sicuro che arrivo.

Lo sento che mi chiami,

lo so che mi ami,

arrivo non tenere

che già sono sulla strada.

Ché tanto lo so

che figlia tua

è questa gioia strana

e questa trasparenza

che pervade le cose

e le attraversa.

Arrivo.

Apri le braccia per favore

ché di tanto dolore

ancora mi ricordo,

apri le braccia

così che la faccia

possa poggiare sul tuo petto

e senza dovermi vergognare,

senza fretta, piangere per un po’.

Ché poi tanta strada

Ci aspetta.

La paglia d’oro

La paglia d’oro

Contro un sole determinato
nemmeno le nuvole più testarde
possono nulla.
Ancora in culla,
già una volta le ha mandato
dall’altra parte dell’universo.
Lo stesso sembra intenzionato
a fare adesso.

E mentre il nesso
fra l’oggi e il domani cerco
seduto su questo quadrato
d’erba e luce
(le mani porgo al levante,
i palmi come fossero foglie,
i ginocchi a rendere grazie)
egli i monti scavalca,
le ombre scioglie
e le nuvole squaglia
e di paglia d’oro
mi riempie gli occhi.

Il treno della gioia

Il treno della gioia

A lungo attesi
in una stazione del tempo
che giungesse il treno
della gioia sempiterna.
Su di esso ho viaggiato
attraverso una meraviglia
sempre nuova.
Ora che sono giunto
alla mia destinazione
ho preso con me gli occhiali,
il libro, la borsa con all’interno
quel poco che mi è servito,
e sono sceso senza tristezza,
perché il treno
continua la sua corsa.