I giovani, quelli di prima

I giovani, quelli di prima
Il gioco mi sembra interessante, desolante semmai è la posta. Eppure voglio provare a giocarlo per qualche minuto, per qualche parola. Provo a fissare le regole e poi faccio un unico tiro di dadi, e come finisce si racconta (che è una delle espressioni siciliane che preferisco).
Allora:

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Feticci

Feticci

Agli inizi del 2000, quando cominciai le mie attività di cooperazione in Tanzania, dati non ufficiali parlavano di un incidenza di sieropositivi sull’altopiano di Iringa pari al 20% dell’intera popolazione. Il problema era talmente urgente e aveva conseguenze talmente devastanti che anche la chiesa cattolica, che in Europa diceva a gran voce che non era il preservativo la soluzione, in Africa se non era proprio fra i soggetti distributori quantomeno, senza troppo clamore, ne promuoveva l’uso. Continua a leggere “Feticci”

Bandiere

Bandiere

Non vado a Palermo da qualche giorno. Questi per noi siciliani sono i giorni di una triste ricorrenza. Eppure mai come oggi mi sembra che il tratto di autostrada fra Carini e Capaci sia bello, e luminoso e pieno di vento e di speranza.
Comprendo subito la ragione di questa mia sensazione. Proprio nei giorni che precedono l’anniversario dell strage, per ragioni a me sconosciute, sui piloni della luce che fiancheggiano l’autostrada vengono appese, fra loro alternate, le bandiere italiana, della regione siciliana e dell’ANAS (cosa questa per me ancora più misteriosa).
E le bandiere sono li che “impavesano” il percorso e “garriscono” al vento.
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Portare “fuori” i bambini

Portare “fuori” i bambini

Se alla domanda tanto ripetuta in questi giorni “i bambini possono uscire?” fossero sottese altre domande tipo: “posso portare il bambino al parco? Posso portare il bambino a fare una passeggiata in natura?” io credo che staremo parlando di luoghi e situazioni nei quali il famigerato “distanziamento sociale” è nelle cose e quindi la risposta inevitabilmente potrebbe anche essere “si”. Continua a leggere “Portare “fuori” i bambini”

Più resilienti dei ratti

Più resilienti dei ratti
Figlio della mia formazione ambientale ed ecologica ho pensato per lungo tempo che il concetto di resilienza fosse un concetto esclusivamente positivo. L’idea che le comunità naturali, gli habitat, le specie, potessero reagire alle avversità recuperando, in tempi ragionevoli, salute ed equilibrio mi è sempre sembrata la via che Gaia ci indicava per dirci “ecco come si fa…imparate da me e nulla potrà farvi del male in maniera irreparabile”.

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La guerra, i giovani, i vecchi

La guerra, i giovani, i vecchi
In questo tempo della mia vita le grandi questioni invece di fare nascere in me il desiderio di affrontarle, sviscerarle, discuterle, finiscono invece per ammutolirmi.
Per settimane, mesi, durante i quali assisto a dibattiti accesissimi, leggo tutto quello che redattori prolifici scodellano sulle pagine di social saturi, io non riesco a produrre un pensiero che sia uno, non riesco a definire un unica idea che mi sembri degna di nota e quindi taccio.

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Come il ladro nella notte

Come il ladro nella notte

Questo simpatico “porta a porta” del nostro ex ministro degli interni mi fa pensare (nei modi e non nei contenuti) ad un aneddoto della mia vita di tanti anni fa.
Mi ero da poco affrancato da nido famigliare e vivevo nella mia seconda casa da single: una bellissima villetta antica in Corso Pisani della quale occupavo il piano terra.
Chi mi conosce sa che a quel tempo non davo alcun peso al problema dei ladri. Infatti in quella casa, che la maggior parte delle persone avrebbe considerato poco sicura da questo punto di vista, io non mi ero mai preoccupato di provvedere a qualunque presidio o sistema di sicurezza nemmeno per chiudere un po’ meglio le sgangherate persiane che si aprivano praticamente sulla strada. Continua a leggere “Come il ladro nella notte”

Ciò che l’uomo smarrisce è perduto per sempre

Ciò che l’uomo smarrisce è perduto per sempre

A volte mi chiedo se le malattie degenerative della mente siano da considerarsi per forza un male per la persona, mi chiedo se non siano invece l’ennesima strategia di sopravvivenza che la nostra specie ha messo in atto nel suo percorso evolutivo.
Comincio a chiedermi infatti come possa una persona mediamente consapevole, presente a se stessa e al suo tempo, dotata di un bagaglio significativo di esperienze e relazioni, accettare, a fronte di una lunga vita, di perdere tutto, un pezzo dopo l’altro. Continua a leggere “Ciò che l’uomo smarrisce è perduto per sempre”

Non è forse il caso?

Non è forse il caso?
Ancora una volta siamo raggiunti da una “notizia cosmica”. Sembrerebbe che hanno scoperto un pianeta simile al nostro ad appena 100 anni luce da noi. Sempre di più le scoperte scientifiche ed una nuova consapevolezza rispetto alla presenza e diffusione della vita ci hanno permesso di sviluppare con chiarezza negli ultimi anni due idee: la prima è che la vita non è un evento così raro nell’Universo. La vita è più tenace di quanto non immaginiamo, si annida, si riproduce con smisurata generosità, resiste. Non mi stupirei affatto se nei prossimi anni dovessimo trovare forme microscopiche di vita su Marte o su Titano. Sono sicuro d’altra parte che su ogni pianeta che sia ricompreso all’interno di quella fascia di relazione con la sua stella detta appunto “fascia della vita” ci sono ottime probabilità che la vità abbia avuto modo di svilupparsi.

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