La giustizia dei bambini

La giustizia dei bambini

Eravamo all’inizio del nostro lavoro in Africa. Ancora in quel tempo in cui accadeva che come citrulli ci dessimo, di tanto in tanto, alla distribuzione di caramelle.

Fila di bambini davanti a noi, altri che ne arrivano da tutte le parti richiamati da quella misteriosa e silenziosa sirena che in situazioni di questo genere nei villaggi sempre si attiva.

Forse qualcuno fa il furbo, forse dopo avere preso la prima si rimette in fila. Forse qualcuno invece è troppo timido per reclamare quel che gli spetta e resta in disparte.
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Di gioielli, arcobaleni e pentole

Di gioielli, arcobaleni e pentole

Si racconta che alla fine di ogni arcobaleno, lì dove avviene l’incontro fra i colori e la terra, i più fortunati possono trovare una grossa pentola colma d’oro e di gioielli.

Si racconta anche che la differenza fra gli europei, i sud americani e gli africani sta nel fatto che i primi hanno nelle loro case in media 5.000 oggetti, i secondi fra 500 e 50 e gli ultimi (gli africani) solo 5.

So bene che uno di questi oggetti è sempre una pentola. Continue reading “Di gioielli, arcobaleni e pentole”

Ema ama passeggiare

Ema ama passeggiare

Giorgio mi dice che Daniela fa la “terapista per la riabilitazione neuropsichiatrica”. Io bene cosa vuole dire non lo so.

So di sicuro che Daniela ha accettato da più di un anno di occuparsi del progetto che si chiama “Tutto è possibile”  che la mia associazione porta avanti in Tanzania nel tentativo di trovare un modello nuovo per riuscire a capire dove sono tutte quelle persone con disagio psichico che le statistiche ci dicono dovrebbero esserci (e che noi troppo raramente incontriamo) per provare a renderle autonome, fare capire alle loro famiglie che non sono un peso, provare a formarle professionalmente.

Un compito immane. Continue reading “Ema ama passeggiare”

“Chi coltiva, abbracci!”: il XIII MITIng di Tulime

“Chi coltiva, abbracci!”: il XIII MITIng di Tulime

Mi piace giocare con le parole. Mi piace giocare anche con i numeri. Alla fine numeri e parole sono le cifre attraverso le quali raccontiamo a noi stessi e agli altri il mondo.

Contribuiscono a creare una complessa mappa simbolica di ciò che è e di ciò che è stato nello spazio e nel tempo, raccontano di tutto lo sforzo combinatorio prodotto dall’universo in questi miliardi di anni e loro stessi finiscono per combinarsi fra loro per produrre innumerevoli altre realtà possibili, innumerevoli altri universi.

In qualche modo parole e numeri, superata la fase della rappresentazione, finiscono per partecipare ad una fase creativa, come scrivevo in un mio post di qualche tempo fa (“Tlön, Uqbar, Orbis Tertius” ).

Mi piace giocare con le parole. Mi piace giocare anche con i numeri. E adesso ci siamo nuovamente. Siamo alla vigilia del “nostro” tredicesimo MITIng. Del tredicesimo MITIng di Tulime, dell’Associazione di cui faccio parte.
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Privi di stelle

Privi di stelle

Ed ecco arrivati i nostri primi ospiti tanzaniani. Oggi arriveranno i nepalesi. nei prossimi giorno i togolesi.

Alla domanda: “che cosa vi ha colpito subito di questo posto?” non hanno fatto cenno alle nostre straordinarie inutili cose. Hanno detto che li colpiva la sensazione che il sole sorgesse da un altro lato (loro sono sotto l’equatore). Continue reading “Privi di stelle”

Ultimo sguardo su Casa Tulime

Ultimo sguardo su Casa Tulime

Vorrei chiedere a Giuseppe e Giulia, che l’hanno scattata nei giorni scorsi, durante il loro viaggio in Tanzania, che foto è questa. Intendo dire, lo so che foto è. So che quella che si vede in fondo al campo di mais è Casa Tulime, come potrei non riconoscerla? Riconosco la cisterna, la finestra del bagno e quelle della stanza dove dormo quando sono li. Quella è casa Tulime, lo so. Lo sa la mia mente e il mio cuore.

Ma quello che vorrei sapere è se è stata scattata arrivando a Casa Tulime o andando via da essa. Continue reading “Ultimo sguardo su Casa Tulime”