Sing

Sing

Alla fine di una lunga fatica, di un incubo, di un cimento nel quale esigua era la speranza di successo, sembra che la nostra mente e il nostro cuore siano predisposti ad un’azione incontenibile e liberatoria: cantare.
Primo Levi scrive questa poesia a poca distanza dalla sua liberazione e nei giorni della sua personale “tregua”.
E’ il canto di una gioventù riconquistata, del tempo che si apre davanti a noi quando ci rendiamo conto di essere vivi, di avere vent’anni e di come tutto, ma proprio tutto, sia possibile. E’ il canto di chi sa di essere “soltanto giovane…non martire, non infame non santo”. E’ il canto che voglio dedicare ai quattro “giovani” che ieri pomeriggio ho un po’ tormentato nella speranza che mi vogliano perdonare per tutto il pessimismo che veniva fuori dalle mie parole e nella speranza che nel tempo che viene ci sia la possibilità di elevare assieme un canto simile. Continua a leggere “Sing”

Rione rinconquistato

Rione rinconquistato

Rione riconquistato

Nessuno avvertì la bellezza
dei cammini abituali
fin quando spaventevole in fragore
e spasimante in contorsioni di martire,
l’ingombro cielo verdastro crollò
in smisurato rovescio di acqua e di ombra.
Il temporale unanime
infierì sulle case mortificate
e detestabile agli sguardi apparve il mondo,
ma quando un arco benigno
illuminò il cielo coi suoi colori
e un odor di terra bagnata
impregnò i giardini,
ci mettemmo a vagar per le strade
come attraverso un dominio riconquistato,
e nei vetri rifulsero prodigalità di sole
e nelle foglie rilucenti che adornano i filari
disse la sua tremula immortalità l’estate.

J.L.Borges