Il noce ed io

Sospeso fra il mattino e la sera

rimonto ogni giorno

quel sentiero scosceso

che mi conduce ai cancelli dell’alba.

Insieme a lui la mia vita,

ogni giorno, a rimontare provo

e conto i passi che mi separano

dall’incontro nuovo con il mio noce

che su quel sentiero cresce.

A voce bassa un colloquio intimo e privato

con lui intrattengo, ogni giorno.

È un reato parlare con un albero?

Con un albero che ho piantato

contro ogni evidenza agronomica,

contro il tempo, verso la speranza?

Se non è abbastanza

sappiate che si tratta

di una conversazione esigua,

di un discorso a tutti celato,

di una frase breve:

“sei cresciuto” gli dico, ogni giorno,

“proprio come ti avevo immaginato”.

Deserto

Hai aperto per me

i cancelli del giorno

e mi hai condotto per mano

nel tuo deserto.

Mi hai offerto acqua di fonte

prima di iniziare il cammino

verso un segno vicino,

fino a un sogno lontano.

Camminando veloce

fra le dune del tempo

ho compreso che del deserto

non è cifra il silenzio

ma la tua voce.

Restare

Restare,

sempre in attesa del ritorno,

ma restare.

Il mare come contorno,

un sentiero

da perdere, a volte,

e da ritrovare.

Un posto per la tenda,

un costo per la giornata,

un prezzo per la sera.

E una chiamata

a casa ogni tanto

carica di nostalgia.

Una sorgente imprevista,

una poiana ubriaca d’aria,

la vista che si apre su un prato,

Un’anomalia nel colore del cielo,

Il fiato che torna,

Il battito che si placa.

Per ogni goccia un verso

Per ogni goccia un verso:

è questo il mio patto

stretto con l’Universo.

E fatto sta che lui

di questo si compiace

ed io trovo pace

dopo ogni rovescio.

Su questo guscio pianeta

che poggia sul vuoto

un unico voto ho fatto,

un’unica meta ambisco

da quando al mio tempo sono nato:

tributare un canto stonato

affinché la pioggia non smetta.

Per quel che vale

questa è la ragione per la quale

tanto di poesie racconto.

Se fosse

E se fosse il mio canto

a scandire la danza

fra il giorno che muore

e la notte che avanza?

Se fosse il mio canto

che agita le foglie

e nell’alba rorida

la rugiada coglie?

Se fosse mio il canto

che diventa racconto

e conduce il vento

oltre il cielo ed il tempo?

Questo è il mio canto

che ogni giorno verso

nello spazio immenso

di quest’universo.