Uno strano paese

Il paese del pianto

è uno strano paese,

non ci sono negozi

ma ci sono le chiese

dove a sera si sente

una nenia leggera

come un canto di madre,

come fosse preghiera.

È uno strano paese

che sospende i pensieri

e del tempo di ieri

ti riporta ricordi,

delle voci scordate,

delle mani perdute,

degli sguardi leggeri,

delle foglie cadute.

Nello strano paese

ti ritrovo ogni volta

e mi guardi serena

come fosse trascorso

un secondo soltanto,

mi carezzi la mano

ed intoni il tuo canto:

“Ninní dormi che è tardi”.

2 pensieri su “Uno strano paese

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