Grazie Amore mio per l’avventura. Ché l’avventura non ha bisogno del Rio delle Amazzoni e nemmeno dell’Orinoco per realizzarsi. L’avventura sta in una goccia d’acqua così come il Mondo Selvaggio.

Abbiamo risalito il fiume impetuoso a piedi scalzi. Intrepidi fra la melma e rapide da operetta.

Abbiamo risalito il fiume per parecchie centinaia di chilometri, forse 15 metri, e ci chiamavamo l’un l’altro Johnny, perché quando si affronta l’avventura è così che ci si chiama a vicenda.

Abbiamo superato pericolose marmitte, profonde anche 50 centimetri, abbiamo scansato rovi e rami di salice, alcuni li abbiamo usati per affrontare cascate senza mai tremare, senza mai temere.

E poi siamo giunti dove volevamo arrivare e io mi sono seduto su un sasso levigato e coperto dal muschio. E tu di sei seduto su di me e siamo rimasti così, per un poco, io con una mano sulla tua pancia a godere del sole che passava fra le foglie e del suono che faceva il torrente.

Senza parole, dimentichi del tempo, padre e figlio, amico ed amico, esploratore ed esploratore, più grande uno, più piccolo l’altro.

E io non lo so cosa ti passava per la testa, cosa albergava nel tuo cuore, ma a me il cuore mi cantava Amore mio e ringraziavo il Signore e l’Universo e mi pareva, presuntuoso come sono, che quei 15 miliardi di anni di evoluzione, dal Big Bang a quel momento, fossero trascorsi tutti per quell’unico secondo, per creare uno spazio tempo in cui acqua, foglie, sole, vento, padre e figlio potessero incontrarsi, abbracciarsi, percepirsi una cosa sola, anche solo per un poco.

Poi abbiamo ridisceso il corso e tu sei caduto e ti sei immerso nell’acqua fino alla vita, e poi da par tuo hai fatto una cosa alla quale nemmeno io avrei pensato (e forse a queste cose non ci si pensa), visto che eri bagnato a metà ti sei tuffato completamente nel fiume. E allora ho pensato che se qualcuno mi avesse chiesto come volevo essere continuato io agli avrei detto che quello era il modo.

Il resto sei stato tu con il mio pile rosso che ti arrivava sin sotto le ginocchia e senza mutande, che la cosa ti preoccupava molto visto la presenza di bambine nel gruppo.

Grazie Amore mio per l’avventura. Ché l’avventura non ha bisogno del Rio delle Amazzoni e nemmeno dell’Orinoco per realizzarsi. L’avventura sta in una goccia d’acqua così come il Mondo Selvaggio.

Annunci

9 pensieri su “Un’avventura in una goccia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...