False Friends

False Friends

Cesare ci guarda da un angolo della cucina come quando ci deve dire qualche cosa di cui teme le conseguenze: “l’altro giorno ho fatto una cosa QUASI pericolosa”. Noi sappiamo bene che certi suoi “quasi” sono piccoli passi nel territorio per lui inesplorato della nostra disponibilità ad accettare un “tutto”.
“Cesare che cosa QUASI pericolosa hai fatto?” Continua a leggere “False Friends”

Lasciagli credere che sia stato il vento

Lasciagli credere che sia stato il vento

Il Piccolo mi fa impazzire. Per tante ragioni in realtà ma ce ne è una che le supera tutte. C’è una parte del giardino nella quale lui e suo fratello amano giocare. Questa zona è separata tramite una ringhiera da quel grande “territorio di nessuno” che da sempre chiamiamo “bosco dei cento acri”. La ringhiera è il confine che viene continuamente attraversato da oggetti destinati a scomparire in questo enorme buco nero. Palloni e palloncini “arroccati” più o meno per ragioni naturali, giocattoli vari che per motivi inspiegabili finiscono dall’altra parte, innumerevoli dardi, proiettili, frecce e freccette di armi quasi sempre improprie, oggetti di ogni tipo che i due si lanciano durante le innumerevoli lotte e battaglie, altri che oltrepassano il confine per un’innata attitudine al lancio del Piccolo soprattutto quando qualche cosa non va per il verso giusto (giusto per lui naturalmente). Continua a leggere “Lasciagli credere che sia stato il vento”

Nutrizione alternativa

Nutrizione alternativa
  1. Una giornata passata nell’orto.
  2. apprezzare con chiarezza la crescita degli alberi che condividono con noi lo spazio nel quale viviamo.
  3. Vedere le api al lavoro.
  4. Portare alle galline i nostri resti sapendo di che si tratta e soffermarmi un attimo per vedere se hanno gradito.
  5. Svegliarmi in tenda e vedere che le pareti sono asciutte e sentire l’odore tiepido delle persone attorno a me.
  6. Guardare i bambini che dormono nei loro letti.
  7. Guardare i bambini che dormono nei loro letti dopo che li ho lavati.
  8. Fare la doccia al piccolo e togliergli lo shampoo dai capelli mentre con la mano sinistra gli proteggo gli occhi.
  9. Sentire i muscoli delle gambe, il ritmo del mio cuore, quello dei miei polmoni che vanno all’unisono mentre procedo in salita.
  10. La rima dell’ultima strofa di una mia poesia che era li ad aspettarmi ed io non lo sapevo.
  11. Scrivere una relazione d’ufficio e riuscire ad introdurre anche li un piccolo elemento di bellezza di cui nessuno si accorgerà.
  12. Vedere di sfuggita un uccello che passa e che magari per il luogo o la stagione non dovrebbe essere li e del quale nessuno, oltre a me, si accorge.
  13. Quell’accordo di chitarra che non so fare bene che quella volta riesce proprio mentre la mia voce da il meglio di se.
  14. Una sera con i miei amici a casa di Vincenzo a vedere una delle assurdità che sempre ci propone e che ogni volta sembrano svelarmi la chiave segreta del mondo.
  15. L’abbraccio forte di alcuni miei amici al quale ancora dopo 55 anni non riesco ad offrirmi come vorrei.
  16. Veronica che sorride.
  17. Veronica che torna bambina.
  18. Il Piccolo che bacia Veronica.
  19. Veronica che ride.
  20. Veronica che canta.
  21. Zaccheo che mi stringe la mano senza che glielo abbia chiesto.
  22. Baciare la mano di Zaccheo e dire che profuma di biscotto anche se sento che il suo odore sta cambiando.
  23. Zaccheo che mi guarda con tenerezza e una certa compassione convinto che io non me stia accorgendo.
  24. Scoprire una canzone nuova che mi tocca il cuore.
  25. Sognare nonno Bartolo e Zio Filippo che stanno ancora bene.
  26. Gli attimi di traslucenza.
  27. Stare a Gibilmanna a “binario morto” con Salvo e Anna.
  28. Il Fiume Sosio che mi scorre addosso.
  29. Qualcuno che da a ciò che scrivo un senso ulteriore.
  30. Una bella idea da scrivere sull’agenda.
  31. Sapere che Giulia esiste e continua a salvare il mondo per noi anche se quasi nessuno lo sa.
  32. Ephraim Mazengo che mi tiene per mano lungo la strada principale di Pomerini.
  33. Camminare al tramonto sul crinale fra l’Ifuenga e il Kakalingo e sentire l’odore di legna bruciata.
  34. Tutti attorno al tavolo con la mia famiglia e ognuno che grida per i fatti suoi senza darsi minimamente pena di capire cosa stanno dicendo gli altri.
  35. Stare immerso fino al mento nel penultimo laghetto alle Gole del Drago.
  36. La corda che scivola dentro il discensore ad otto.
  37. I piedi nudi che fanno presa sulla roccia nuda.

Tutto ciò mi nutre meglio di qualunque cibo, non mi ingrassa, non lascia scorie dentro di me e mi da energie per il tempo che viene.

I sentieri dei bambini

I sentieri dei bambini

Una volta alla settimana andiamo in un centro commerciale per fare la spesa.

Diritti al supermercato senza dare confidenza agli altri innumerevoli negozi, tanto per sottolineare la nostra antipatia verso un luogo che siamo costretti a frequentare solo perché dalle nostre parti non ci sono molte alternative.

Lasciamo la macchina al parcheggio, il tempo di prendere un carrello, attraversare il piazzale e già le porte scorrevoli ci fagocitano. Continua a leggere “I sentieri dei bambini”

Fiat lux

Fiat lux

Ho già scritto da più parti e in più momenti di quanto questo mio Piccolo sia assertivo e convinto del fatto suo. Ancora ieri nel post che ho ripubblicato.

Quello che non ho detto è che Cesare (e d’altra parte con questo nome…) si indispone soprattutto per il fatto che l’Universo esisteva già prima di lui e che a causa di questo inconveniente lui non sia stato coinvolto nel momento in cui si stabilivano quali fossero le regole che lo facevano e lo fanno funzionare. Continua a leggere “Fiat lux”

Abbiamo sbagliato tutto

Abbiamo sbagliato tutto

Abbiamo sbagliato tutto. Abbiamo sbagliato.

Dobbiamo recuperare, fare in fretta. Abbiamo dimenticato questioni che sembravano elementari, e lo erano. Abbiamo trascurato problemi che sembravano banali, e lo erano.

Richiamiamo i figli alla casa. Invitiamoli a ritornare dal loro pellegrinaggio, ché il mondo è buono per il cimento e per fortificare l’animo, ma il terreno giusto per le radici è qui e non altrove. Continua a leggere “Abbiamo sbagliato tutto”

Come un ladro nella notte

Come un ladro nella notte

Mi sono addormentato che erano le undici. La mezzanotte era passata da qualche minuto (ma questo lo avrei scoperto dopo) quando ho sentito un rumore al cancello esterno. Nella mia “modalità notturna” al codice “singolo forte suono proveniente dal cancello” corrisponde il segnale “nessun problema…gatto che tenta di scavalcare”. Ma poi il suono si è ripetuto una volta e poi tante volte di seguito e a quel punto il segnale era diverso ed inequivocabile: “essere umano che non dovrebbe trovarsi qui scuote con forza il cancello”. A quel punto si aggiungono anche delle voci, qualcuno, prima forte e poi gridando, continua a ripetere “signora…signora…signora”. Continua a leggere “Come un ladro nella notte”

Il senso della misura

Il senso della misura

Zaccheo, il mio bambino grande, è privo del senso della misura. Lo è nelle cose materiali. Quando mangia, mangia a dismisura. Le sue passioni, quando ci sono, sono smisurate. Lo è nelle cose immateriali. E in questo ci assomigliamo.

Zaccheo non sa, per esempio, quale sia la misura dei sentimenti. Appare schivo, restio al contatto fisico, poco portato alle “relazioni carnali”. In realtà desidera tutto ciò ardentemente ma non ne possiede la misura, se inizia non sa dove e quando fermarsi. E per questo il più delle volte evita di iniziare. Continua a leggere “Il senso della misura”