All’ombra del perastro

All’ombra del perastro

Questa poesia, come tutto in questo blog e nella mia vita, è dedicata ai miei Piccoli con i quali ieri abbiamo guardato, immersi nel bosco, nuvole formarsi nell’ultimo cielo di maggio.

All’ombra del perastro

Guardammo formarsi nuvole
allo zenith dei nostri cuori
e all’apogeo del nostro pensiero.
Nel cielo, come fiori,
d’improvviso sbocciavano
e da dove venissero non lo sapevamo
e, a dire il vero, nemmeno dove andassero.
Sembravano soffiate dalla  rocca,
sembravano inghiottite dall’astro.
E noi distesi, stretti stretti, all’ombra del perastro,
non ricordo perché, ridevamo.

La paglia d’oro

La paglia d’oro

Contro un sole determinato
nemmeno le nuvole più testarde
possono nulla.
Ancora in culla,
già una volta le ha mandato
dall’altra parte dell’universo.
Lo stesso sembra intenzionato
a fare adesso.

E mentre il nesso
fra l’oggi e il domani cerco
seduto su questo quadrato
d’erba e luce
(le mani porgo al levante,
i palmi come fossero foglie,
i ginocchi a rendere grazie)
egli i monti scavalca,
le ombre scioglie
e le nuvole squaglia
e di paglia d’oro
mi riempie gli occhi.

Le trappole della memoria

Le trappole della memoria

A coloro che più di tutti amo,
a parziale spiegazione di ciò che è accaduto ieri sera,
che spero sia già buona oggi per alcuni,
che spero sarà buona per altri domani.

Le trappole della memoria

Attenti alla trappola della memoria

che come scoria si incastra

sotto l’unghia della coscienza

e senza che te ne accorgi

comincia a sanguinare e duole.

Attenti alla trappola del ricordo.

Essa ha per laccio un dolore sordo

che ti aspetta al varco

e quando l’arco del sole declina

sulla china della vita si stringe.

E in una sera, che si tinge già d’autunno,

ti spinge a camminare di nuovo momenti

che credevi smussati dai venti dei giorni.

Ti induce in aree remote dell’anima,

che da tempo credevi vuote,

dove immote invece ristagnano forme.

Il cuore che dorme allora sobbalza

ed in volo si alza in un cielo

che distende un pavese

di nubi insperate e vicine

che sciorinano trine

di lacrime inattese.