Contro un sole determinato
nemmeno le nuvole più testarde
possono nulla.
Ancora in culla,
già una volta le ha mandato
dall’altra parte dell’universo.
Lo stesso sembra intenzionato
a fare adesso.

E mentre il nesso
fra l’oggi e il domani cerco
seduto su questo quadrato
d’erba e luce
(le mani porgo al levante,
i palmi come fossero foglie,
i ginocchi a rendere grazie)
egli i monti scavalca,
le ombre scioglie
e le nuvole squaglia
e di paglia d’oro
mi riempie gli occhi.

Un pensiero su “La paglia d’oro

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