Ci sono state volte in cui ho capito in fretta. Volte in cui sono stato capace di evitare l’errore, di produrre sofferenza. Ci sono state volte in cui sono stato rispettoso, ho avuto cura, sono rimasto in ascolto.

Ci sono state volte e la poesia che segue racconta di una di queste.

Niente di più

Niente di più posso dare

Vorrei, ma non posso.

Dovrei essere cento, mille me

Ma sono uno e maldestro.

 

Non cercarmi perchè da oggi

Sto nascosto, non mi accosto più, giuro!

Basta dolore, il sudore è mio

e l’errore non commetterò.

 

Io non valgo, esiste meglio;

Sono qui e vorrei essere mai nato.

Se ho aperto senza permesso

Del tuo cuore le porte

Abbia pietà di me la corte

Perchè il fatto non costituisce reato.

2 pensieri su “A giudizio

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