Elevo un canto e una preghiera

Elevo un canto e una preghiera

Affinché un giorno come questo possa tornare presto…

adoraincertablog

Signore a te elevo un canto ed una preghiera.

Un canto perché a voce spiegata voglio cantare la magnificienza della quale mi circondi, una preghiera perché come sempre ho qualche cosa da chiederti.

Canto un percorso, l’attraversamento di un luogo dell’anima.

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Benedizione

Benedizione

Dove alloggia la divinità
oggi cresce un orto
e poggia al centro
dei miei pensieri,
ieri non c’era
ed oggi c’è.
Non è un vezzo,
non un passatempo,
esso è un pezzo di questo
mio schivo stare al mondo,
è una ragione
che do al mio essere vivo,
è una stella di terra
e clorofilla
e di ciò la divinità
(si, sempre quella)
io lo so, si compiace.
Alla tua dimora Signore,
con buona pace dei cittadini,
oggi ho cambiato un po’ la foggia,
e tu, sempre incline al perdono,
un dono grande mi hai fatto:
Il mio orto hai benedetto
con la pioggia.

L’orto è un quaderno nuovo

L’orto è un quaderno nuovo

L’orto appena zappato
è bello come un quaderno nuovo
e come quello,
prima di tutto,
ci metti sopra il tuo nome.
Non per proprietà,
ché tanto lo sai
che nessuno dei due ti appartiene,
ma perché, fra le righe e i solchi,
ci pianterai le tue idee
in questa primavera incerta.
Tutto sarà ordinato e perfetto
solo nei primi giorni
poi arriveranno le cancellature,
le pagine strappate
e le erbacce a soffocare i pomodori.
Lo rivedrai alla fine della stagione,
la copertina sgualcita dal vento
e le zucche ad invadere i filari,
e saprai che li c’è tutto quello
che resta di un’estate.
Lo conserverai con cura
nello scaffale dove conservi
i ricordi migliori.

Un luogo protetto

Un luogo protetto

Al di là delle nubi,

al di là dell’inverno,

al di là dei miei dubbi,

al di là dell’inferno

che non molla la presa.

Al di là della resa

alle ingiurie del giorno,

al di là dell’offesa

che non offre ritorno

e smarrisce le rotte.

C’è quel tetto di tenda

sotto un quadro di stelle

ed un luogo protetto

per passare la notte.

Sentieri

Sentieri

Del sentiero che conduce all’alba

conosco ogni singolo sasso,

ogni curva, ogni asperità

e il mio mestiere è di giungere vivo

alle porte del giorno.

Del sentiero del tramonto

conosco la stanchezza del ritorno

e il bisogno dell’acqua

che rende ancora fertile l’anima

e rigoglioso il racconto.

Chi legge queste parole tenga da conto

che ad esse intendo essere conseguente

e rivendicare un unico percorso

che per sentieri erbosi mi conduca alla sorgente

dove la terra per me preserva un sorso.

La sosta e la compagnia

La sosta e la compagnia

Quattro anni fa come adesso…

adoraincertablog

Molti pensano che il senso del viaggio stia nel raggiungere la meta. Prefiggersi un obiettivo, e qualunque sia il percorso necessario per raggiungerlo, raggiungerlo purché sia.

Io non sono fra quelli.

Molti pensano invece che il viaggio stia nel percorso compiuto per raggiungere la meta. Qualunque essa sia trovano il senso nella strada compiuta per arrivare, nel percorso che nel suo dipanarsi fra ambienti e situazioni conduce ad un luogo che a quel punto risulta essere insignificante rispetto al cammino.

Io non sono fra quelli.

Io penso che il senso del viaggio risieda altrove.

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Sodali

Sodali

Raccolto, in ascolto,
inchiodato nel legno
di una croce e di un segno
che mi tolgon la voce.
Mentre un tempo veloce
di miracoli e d’ali
mi si schiude davanti,
a me sono sodali,
a me sono compagni,
solo i tanti che ho perso.

Degli stagni del cuore
scampo al gioco perverso,
il lamento ed il pianto
lascio scorrere accanto,
e del canto del mondo
mi delizio e circondo,
degli strali luce,
della gemma sul ramo.
E mi sono sodali
Tutti quelli che amo.

Contaminazioni 2

Contaminazioni 2

SECONDO

Non primo, sicuro,
né ultimo in fondo,
dovessi giocare
così a muso duro
al gioco del mondo
ti prego Signore
fa che arrivi secondo.

Di certo per me
quello è il posto migliore,
mi prego secondo,
mi voglio vicario,
che in dote si porta
un gesto fecondo,
che accosta il sudario,
che abbraccia e conforta
quand’è necessario.

Ignaro del merito,
lo sguardo al bisogno,
nel gioco del mondo,
questo è il mio traguardo.

Contaminazioni 1

Contaminazioni 1

STELLE DI VETRO

Le parole usciranno, sarà spuma del mare
a lasciar sulla sabbia, tra residui di legno,
risplendenti al chiarore del riflesso lunare
pezzettini di vetro come fine disegno.

Sarà pegno alla notte che di stelle riluce,
e viatico all’alba a indicarle la strada,
e frammento di sogno che come ago ricuce
la mia vela strappata per condurmi alla rada.