Sasso di fiume

Solo un sasso di fiume,

come fosse preghiera,

fra le mani serrare,

alla sera pregare.

Come un sasso di fiume

stretto dentro le mani,

più concreto del tempo,

un residuo del greto.

Sono sasso di fiume,

sono mani a serrare,

sono morte e preghiera,

acqua dolce nel mare.

Per ogni goccia un verso

Per ogni goccia un verso:

è questo il mio patto

stretto con l’Universo.

E fatto sta che lui

di questo si compiace

ed io trovo pace

dopo ogni rovescio.

Su questo guscio pianeta

che poggia sul vuoto

un unico voto ho fatto,

un’unica meta ambisco

da quando al mio tempo sono nato:

tributare un canto stonato

affinché la pioggia non smetta.

Per quel che vale

questa è la ragione per la quale

tanto di poesie racconto.

Se fosse

E se fosse il mio canto

a scandire la danza

fra il giorno che muore

e la notte che avanza?

Se fosse il mio canto

che agita le foglie

e nell’alba rorida

la rugiada coglie?

Se fosse mio il canto

che diventa racconto

e conduce il vento

oltre il cielo ed il tempo?

Questo è il mio canto

che ogni giorno verso

nello spazio immenso

di quest’universo.

Semi di carrubo

Come un filo d’erba sotto la pioggia,

come quest’angolo di mondo

che dissodo muovendomi a spirale,

come il verbale delle cose belle sentite,

quello delle cose giuste dette,

come le strette dove il fiume precipita.

Così è la mia vita

e quel piccolo pane di gioia

che rubo ogni giorno:

cose piccole e compatte

come semi di carrubo.

I conti con le parole

La primavera che si prepara

e non si aspetta,

la via retta che è sequenza

di interminabili tornanti,

diamanti caduti dal cielo

a ricondurci al quotidiano miracolo.

E l’oracolo del tempo

sull’inespugnabile cima

che poi però arrivi

e da lì si vede il mondo.

Su questo sfondo è

un vincolo e un’opportunità:

a fare i conti con le parole

ci persuade la rima.