Walden di porto salvo

Walden di porto salvo

25 ottobre 1973. Avevo da poco compiuto dieci anni. Ricordo con chiarezza fotografica mio padre che tentava di stirarsi oltre il suo metro e ottantadue centimetri nel tentativo di superare con lo sguardo le cimase del palazzo che avevano costruito davanti al nostro, nel tentativo di intuire da quella residua striscia di azzurro cosa stava succedendo al porto, al suo porto. Questo avvenimento è quasi scomparso dalla memoria collettiva dei palermitani, eppure quel giorno, a causa di una serie di fatti fortuiti ed un mare forza 10 che non si ricordava a memoria umana, il porto di Palermo, il porto considerato fra i più sicuri al mondo, il porto della città che ha nel suo stesso nome, Panormus, il concetto di porto, venne quasi completamente distrutto. Ancora dopo mesi mio padre ci raccontava di come la Nuova Ustica, davanti ai suoi occhi, si staccò da uno degli ormeggi che la tenevano legata alla banchina del molo Santa Lucia e si auto affondò sbattendo con la prua ormai libera sul molo mentre da tutte le parti arrivavano, con le sirene, le richieste disperate di aiuto delle altre navi. Mentre lo raccontava, ogni volta che lo raccontava, piangeva. Dopo pochi mesi sarebbe stato il porto sicuro della sua vita ad essere completamente devastato da fatti imprevedibili, ma questa è un’altra storia. Continua a leggere “Walden di porto salvo”

Per chi ha fame

Per chi ha fame

Eccomi Mia Adorata,

un po’ in ritardo, un po’ trafelato, come sono quasi sempre in questo tempo strano.

Potrei dirti che ho aspettato che tutti ti facessero gli auguri e i complimenti per poi chiudere io in “in bellezza”.

La verità è che questo tempo arido prosciuga anche quella esigua fonte dalla quale nascono le mie parole e i miei pensieri e devo quindi tornare, quando posso, alla matrice originaria per ripascirla, fosse anche con una giro in moto o una raccolta di verdure selvatiche a Walden. Continua a leggere “Per chi ha fame”

Il posto degli uccelli

Il posto degli uccelli

Il nostro giardino, immerso in quel che resta della campagna carinese, è una specie di oasi. Una gestione piuttosto selvaggia che pur dando una certa importanza al lato estetico finisce comunque per prediligere gli aspetti naturalistici del luogo, un utilizzo dell’acqua che per quanto parsimonioso rende il posto estremamente più rigoglioso di qualunque altro nel raggio di centinai di metri, la presenza contemporanea di riparo e cibo forniti dagli alberi da frutto, dall’orto, dai cespugli, ne fanno una meta irrinunciabile per gli uccelli in tutti i periodi dell’anno e soprattutto durante la stagione estiva. Continua a leggere “Il posto degli uccelli”

La Bibliocucina

La Bibliocucina

Da tempo volevo scrivere un racconto sulla singolare cucina di casa mia, il luogo dove cibo, uomini e libri si incontrano e si contaminano. Nelle ultime ore, come spesso avviene nella mia testa, ci sono stati alcuni cortocircuiti. Quella che era solo un’idea ha trovato una trama, un finale, dei personaggi e finalmente il racconto, da “soluzione” che era, è precipitato al fondo della mia mente e ha preteso di essere subito dato alla luce. Di seguito il risultato.

P.S. al racconto è collegato una specie di quiz: chi indovina i sei libri che hanno ispirato le allucinazione del protagonista?

Continua a leggere “La Bibliocucina”