Non ci scassate i fiumi!

Non ci scassate i fiumi!

Il tappo lo ha tolto il mio amico Peppe Amato su facebook. Io ho resistito per tanto tempo. Non la volevo scrivere una cosa simile, anche se un lamento qualche giorno fa lo avevo emesso.. Lui lo ha fatto e adesso io non posso più tenermi, se non fosse banale direi, come un fiume in piena. Continua a leggere “Non ci scassate i fiumi!”

I sandali

I sandali

Accade un fatto per me misterioso. Tanto per rendere ancora più “traumatico” il mio abbigliamento, da maggio a novembre, smetto le mie calzature da trekking invernali ed indosso un paio di sandali. Non mi lasceranno più durante la primavera, l’estate e gran parte dell’autunno.

I miei alluci, che finalmente riconquistano la luce del sole, stenteranno poi a riabituarsi alla clausura invernale.

Le reazioni prodotte dal mio abbigliamento quotidiano subiscono effetti moltiplicativi quando gli occhi delle persone incrociano i miei piedi. Continua a leggere “I sandali”

Viandante

Viandante

Sono un viandante. Non lo sono in senso stretto. Di sicuro non sono un globetrotter, una di quelle persone sempre pronte al viaggio, instancabili consumatori di esperienze in giro per il mondo.

Il mio essere viandante si accompagna alla mia consapevolezza, sviluppata precocemente, di essere transeunte.

Il tempo e i fatti sono stati per me scuola dolorosa e “primaria” che sin da subito, e senza mediazioni, mi ha messo davanti ad un fatto inconfutabile e che ci riguarda tutti: siamo di passaggio.

Sono un viandante e questo ha fatto di me un uomo che, per dirla con Le Breton, abita il tempo piuttosto che lo spazio. Continua a leggere “Viandante”

Il percorso

Il percorso

E’ ora di andare. Apro il cancello. Torno verso casa per lasciare le chiavi e saluto i  miei cari. Un bacio a Cesare: “mi mancherai oggi piccolo“, “anche tu papà mi mancherai tanto tanto tanto“, ma si vede che è impegnato in altro. Un bacio a Zaccheo: “mi mancherai oggi grande“, “sgrunt!“, ma tanto so che gli mancherò più di quanto non mancherò al piccolo. “Buona giornata Vera“. “Buona giornata Franci“. Un bacio e sono già fuori.

Accendo la moto. Il casco in testa. Una piccola inversione. Un ultimo sguardo al giardino. Sono fuori. Comincia uno slalom fra buche della strada e cacche delle mucche del Signor Angelo (le ho viste passare mentre aprivo il cancello accompagnate dal Signor Angelo con il quale ci siamo scambiati un saluto silenzioso). Continua a leggere “Il percorso”

Abitare il tempo

Abitare il tempo

Svegliarsi. Riassestarsi all’interno del sacco a pelo. Riaddormentarsi. Svegliarsi nuovamente. Chiedersi se il suono che si sente sulla tenda è prodotto da gocce di pioggia o da foglie che cadono dagli alberi. Percepire il vento che piega leggermente la tenda verso il tuo viso. Addormentarsi nuovamente. Svegliarsi nel momento in cui la notte lascia il posto al giorno e a sancire questa alternanza c’è solo il canto improvviso degli uccelli. Aspettare nel sacco a pelo caldo che venga l’ora di alzarsi. Vedere la condensa sul telo della tenda che si raccoglie in gocce e le gocce in rivoli che scivolano giù. Sentire che gli altri cominciano a svegliarsi. Continua a leggere “Abitare il tempo”