Il noce ed io

Sospeso fra il mattino e la sera

rimonto ogni giorno

quel sentiero scosceso

che mi conduce ai cancelli dell’alba.

Insieme a lui la mia vita,

ogni giorno, a rimontare provo

e conto i passi che mi separano

dall’incontro nuovo con il mio noce

che su quel sentiero cresce.

A voce bassa un colloquio intimo e privato

con lui intrattengo, ogni giorno.

È un reato parlare con un albero?

Con un albero che ho piantato

contro ogni evidenza agronomica,

contro il tempo, verso la speranza?

Se non è abbastanza

sappiate che si tratta

di una conversazione esigua,

di un discorso a tutti celato,

di una frase breve:

“sei cresciuto” gli dico, ogni giorno,

“proprio come ti avevo immaginato”.

Il bacio

Il bacio

Hai cercato quel sentiero con tutto te stesso perché sai che è l’unico che può tirarti fuori da quella pietraia o da quella macchia di rovi. E poi lo vedi e sai che è lui perché lo conosci o perché è l’unico possibile e per un attimo ti assale una gioia grande. Ma dura appunto solo un attimo e ti rendi subito conto che quello è un confine sul quale il mondo selvaggio ti dà l’ultimo bacio. Per adesso o per sempre.