Soprattutto il vento

Soprattutto il vento

Questo racconto nasce veramente da innumerevoli sollecitazioni: la lettura dell’ultimo libro dal titolo “Sicurezza” del mio amico Michele Nardelli, uno dei personaggi de “L’estate Incantata” di Ray Bradbury che o più amato, il racconto “Walter” di Michele Serra. C’è anche dentro un po’ del Piccolo Principe e tanto della mia vita, naturalmente.

Lo dedico a tutti quelli che avranno voglia e pazienza per leggerlo ma soprattutto ai miei Piccoli e a Veronica nella speranza che presto torneremo insieme al Passo del Vento. Lo dedico inoltre al mio amico Giovanni al quale a quel passo ho dato, fra trent’anni (anzi adesso 29), un appuntamento, e al mio amico Giancarlo chiedendogli di venirmi a strappare dal “contenitore” se domani dovesse avere la sensazione che io non sia più capace di farlo da solo. Continua a leggere “Soprattutto il vento”

La paura secondo me

Si rompe il tempo e l’attimo, per un istante, resta sospeso,

appeso al buio e al niente, poi l’assurdo video ritorna acceso;
marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite
dissipate e disperse nell’aspro odore della cordite.

…Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione“.

Comincio questo post con le parole di Francesco Guccini. Ma in realtà il pensiero che lo attraversa nasce ieri, con le parole del mio amico Marco Pomar. Continua a leggere “La paura secondo me”

Una cosa intima e scintillante

Una cosa intima e scintillante

Cesare misura il mondo a palmi. La mano è il suo organo principale, il tatto il suo senso. Cesare è cartina tornasole, spreme una goccia dell’universo e osserva come cambia il colore della sua mente, del suo cuore, della sua anima.

Ha bisogno di sperimentare tutto, il grosso di quelle che scambiamo per monellerie sono in realtà esperimenti mal riusciti, effetti collaterali del suo mettere continuamente alla prova l’ambiente circostante, vibrazioni prodotte dal suo entrare in relazione con esso.

Lui fa quel che può, se dice “no” (e lo dice spessissimo) è solo perché non ritiene di potere mantenere l’impegno che gli si chiede di prendere, perché non pensa di potere resistere all’attrazione del rischio, alla sirena dell’esplorazione, al richiamo della gravità e di tutte le forze che riguardano questa nostra parte di universo, nel gioco delle quali lui è quotidianamente coinvolto. Continua a leggere “Una cosa intima e scintillante”

Fra il lacrimare e il piangere

Fra il lacrimare e il piangere

Sentivamo già da giorni che potesse accadere da un momento all’altro. E stamattina quello che temevamo si è avverato.

Si sa, due galli in un pollaio sono una “proverbiale” stupidagine, eppure i nostri due non erano stati un grosso problema se non per le galline costrette a sopportare attenzioni doppie.

Poi nelle ultime settimane il gallo anziano ha cominciato a perdere la sua supremazia. E mentre, quando era lui il capo, considerava il gallo giovane uno della famiglia, appena il giovane ha assunto il ruolo del capo ha cominciato scientificamente a costringere l’anziano dentro il pollaio senza dargli neanche la possibilità di nutrirsi. Continua a leggere “Fra il lacrimare e il piangere”

Poesia fa rima con anatomia

Poesia fa rima con anatomia

C’è un balcone nella mia camera da letto dal quale la mattina entra la luce del sole. A volte mi sento una specie di Douglas Spaulding in cima alla sua torre nella casa dei nonni, nel mio “autunno incantato“.

Difficilmente lascio che sia la sveglia a riportarmi a galla dal sonno. Mi piace vedere come cambia la luce nella stanza, percepire i rumori della casa che ancora dorme, cominciare a fare qualche programma per il giorno.

Ma stamattina ho aperto gli occhi proprio grazie alla sveglia. Mi sono girato alla mia sinistra e ho visto subito che fra me e Veronica c’era Cesare. Continua a leggere “Poesia fa rima con anatomia”

Padre e figlio

Padre e figlio

Ho dichiarato in premessa a questo blog, che si avvia a compiere il suo primo anno di vita, che una delle ragioni che mi ha motivato nel crearlo è stata quella di farne una specie di “Scatola del Tempo” che le persone care, e soprattutto i miei figli, possano ritrovare nel tempo in cui non sarà più possibile “l’interlocuzione diretta”.

Mi piacerebbe che il dialogo che segue, quasi identico, si svolgesse fra me e il mio “William Halloway” nei mesi a venire. Mi piacerebbe che un incontro di quel genere ci fosse veramente nel tempo in cui abitiamo entrambi la stessa dimensione spazio temporale. Continua a leggere “Padre e figlio”

Enumerare

Enumerare

Perché fino ad adesso non ho parlato di questo libro? Me lo chiedeva poco fa in mio “ragazzo” mentre lo sfogliavo.

Forse perché è fra tutti i libri che ho letto nella mia vita il più caro (assieme al suo fratello “oscuro” e che devo entrambi alla mia amica Giulia così come moltissimi altri libri che nella mia vita ho avuto la fortuna di incontrare). Forse perché tutto quello che c’era da dire è stato detto dentro il libro e nulla va aggiunto per non rovinarne l’equilibrio perfetto. Continua a leggere “Enumerare”