Betsàida

Quanto non ti aspettavo più sei giunto:
tu l’unico, tu l’ultimo, tu l’unto,
e hai avuto pietà del mio poco vedere.
Due dita in bocca e la tua saliva
ha sciolto il velo e la tensione
che affligevano i miei occhi.
Prima che tu mi tocchi nuovamente
già so, mentre il cuore si prepara,
che ciò che credevo alberi sono persone,
sono la mia gente.

Coincidenze e regole

Coincidenze e regole

Con lui le cose altamente improbabili divengono assolutamente possibili, e la più spuria delle coincidenze diventa regola che orienta in questo angolo di universo lo svolgersi degli eventi. Lui naturalmente è Cesare, il mio bambino piccolo.

Sul prato compare all’improvviso una pianta di menta d’acqua, che il Signore lo sa con che difficoltà sono riuscito a rubarne alcuni germogli in natura e farli attecchire in due vasi che tengo d’occhio manco fossero l’ingresso di Fort Knox. E lui, fresco come un quarto di pollo, mi dice: “ah sì…ora che mi ricordo…ho trovato un semino accanto ai tuoi vasi e l’ho piantato”. Ma come un semino? Le mie piante hanno fatto semini? E solo tu te ne sei accorto?

Poi ieri: “sai papà (me lo dice mentre sono sovrappensiero e quindi non colgo subito l’assurdità fulminante della correlazione) quante volte mangio i fiori di tarassaco? Ecco, per ben quattro volte ne ho mangiati di più acidi ed ogni volta nelle vicinanze c’era della legna buona per fare il fuoco…quattro volte, capisci papà? Questa non può essere una semplice coincidenza, deve essere per forza una regola”.

E ancora una volta mentre me lo guardo tutto, diritto in quel corpicino esile ed inflessibile, e me lo carezzo con gli occhi, mi rendo conto che il miracolo non sta in statue lacrimanti e grumi di sangue che si sciolgono ma nella quotidianità di chi lo sa vedere ed accogliere e nell’eccezionalità di chi con le sue parole, le sue azioni e i suoi pensieri è capace di imprevedibili ed inimmaginabili epifanie.

La lista

La lista

Quattro aironi cenerini nel bosco dei cento acri che si sono alzati in volo appena ci hanno sentito arrivare.

Un upupa, subito dopo, che mai da queste parti ne avevo visto uno.

Una ghiandaia fra le foglie nuove del pioppo che ci ha guardati per un lungo momento prima di tornare nel luogo suo in una breve fiammata di remiganti azzurre.

Un volo pomeridiano di gruccioni che sembrava non finire piu ed una meraviglia di colori e canti anche se lo sapevo che erano lì per mangiarsi le mie api.

Il Piccolo che scopre da solo e da solo identifica una piantina di menta d’acqua cresciuta, non si sa come, sul nostro prato.

Questa è una breve lista di miracoli a metà della primavera del 2021.

L’addormentato del presepe

L’addormentato del presepe

Chi mi conosce sa della mia grande passione per il Presepe.

E’ il mio rito famigliare per eccellenza che mi accompagna da quando sono nato.

Amo tutto quello che lo riguarda. I preparativi, gli acquisti anticipati, il progetto dell’anno, i personaggi e gli accessori che lo compongono.

Eppure fra i personaggi ce ne è uno che non mi piace per nulla e che, infatti, non è presente nel mio presepe. Continua a leggere “L’addormentato del presepe”

Un gheppio all’improvviso

Un gheppio all’improvviso

Un giorno arriveranno gli extraterrestri. Li stiamo aspettando tutti. A bocca aperta vedremo fusi di fuoco che si aprono come fiori sui nostri campi.

Un giorno la statua di un santo comincerà veramente a piangere. Folle di fedeli cadranno in ginocchio, gli occhi persi nel nulla, intonando un canto, necessaria colonna sonora all’impossibile che si realizza.

Un giorno leggeremo, sulle pagine  di un giornale e sullo schermo di un computer, la sintesi del nostro futuro che un famoso vegente/oracolo/astrologo ha preconizzato senza nemmeno conoscerci. Tutto si realizzerà punto per punto, esattamente come è stato previsto.

Tutto ciò ci meraviglerà oltremisura. Continua a leggere “Un gheppio all’improvviso”

Se per meravigliarvi

Se per meravigliarvi

Se per meravigliarvi avete bisogno di credere ad un rabdomante che con la sua bacchetta di legno sia capace di trovare l’acqua è perché non siete mai andati per i meandri degli abissi di Monte Conca, o, in un tempo fuori dal tempo, non vi siete soffermati, increduli e commossi, sulla soglia della stanza delle pisoliti a Su Bentu nel cuore di un’Attlantide mai perduta. Continua a leggere “Se per meravigliarvi”

Vuoto di memoria

Vuoto di memoria

Stamattina rovistando fra i miei file trovo questo “componimento”. Il titolo non mi dice nulla. Lo apro. Lo leggo fino in fondo. Non ne conservo praticamente alcun ricordo. Non ho dubbi sul fatto che lo abbia scritto io solo perché in esso ritornano argomenti a me cari, persone a me care. Clicco con il tasto destro: ultima modifica 28/09/2007 11,45. Zaccheo non aveva ancora un anno. E’ dedicato a mia moglie. Io non lo ricordo. Non so nemmeno se lei lo abbia mai ricevuto. Il fatto che abbia le caratteristiche di una poesia ma senza rime (che a me sono tanto care) mi fa pensare che si tratti di una specie di bozza, un accenno di qualche cosa che avrei voluto completare in seguito e che invece e scivolato via dalla mia mente ed è rimasto li per anni. Lo recupero adesso e lo consegno nelle mani della persona alla quale era destinato così come è. Lei saprà cosa farne. Continua a leggere “Vuoto di memoria”