Io sono il capitano della mia anima

Io sono il capitano della mia anima

Al Capitano che in queste ore ci indica la rotta affinchè ognuno di noi possa mantenere intatte le proprie prerogative di essere umano dedico la poesia di William Ernest Henley che ispirò e sostenne Nelson Mandela durante gli anni della sua prigionia. Continua a leggere “Io sono il capitano della mia anima”

Velina

Velina

Quando finalmente lascerete la nave fate bene attenzione a queste istruzioni che adesso vi do.

Non sollevate pugni verso l’alto in segno di gioia perché ci sarà sicuramente qualcuno pronto a dire che siete manovrati ed indottrinati dalla sinistra.

Non ridete né sorridete ché non sono questi comportamenti che si addicono a degli infelici lasciati per giorni a marcire su una nave. Continua a leggere “Velina”

Troppo dolore

Troppo dolore

Siamo veramente cosa piccola. Cosa piccola e misera.

Leggo del ragazzino proveniente dal Mali con la pagella cucita con cura nel risvolto della giacca.

Leggo a stento, leggo con fatica. Leggo e non vorrei leggere.

Il mare non lo ha fatto passare. Quattordici anni e sperava di superare il mare vero e quello ancora più profondo della nostra indifferenza con l’unico viatico di una pagella sulla quale c’era scritto che era stato un bravo bambino. Continua a leggere “Troppo dolore”

Un’incontenibile gratitudine

Un’incontenibile gratitudine

Da dove la prendo la prendo questa notizia mi sfugge. Quindi la strategia del nostro ministro degli interni per non perdere la faccia per avere dimostrato agli occhi del suoi sostenitori assetati di sangue una debolezza se non proprio un barlume di umanità è quello di inventarsi questa storia di un’ospitalità garantita dalla Chiesa Valdese “senza oneri da parte del governo italiano”? Ma guardate che questa rispetto al salvataggio di “istituti diversamente bancari” è cento volte meglio! Anche perché fissa un nuovo “principio off shore” che nulla però ha a che fare con le banche: le chiese sono istituzioni extraterritoriali. C’è da divertirsi per costituzionalisti e non. Continua a leggere “Un’incontenibile gratitudine”

La differenza in un succo di frutta

La differenza in un succo di frutta

Qualche mese fa riportavo in un mio post la frase di Michele Serra con la quale sintetizzava il comportamento di un governo di destra e quello di un governo di sinistra messi di fronte all’emergenza migranti: “quelli di destra risolvono la cosa con un calcio nel culo, quelli di sinistra danno prima un succo di frutta…e poi un calcio nel culo”.

Fuori dai limiti della sintesi e della satira, alla luce della storia che si è consumata in questi giorni sulla nave Aquarius e al centro del nostro Mediterraneo, oggi devo dire che la differenza forse sta proprio in quel succo di frutta. Continua a leggere “La differenza in un succo di frutta”

Se questo è un uomo

Se questo è un uomo

Lo ho dichiarato già da qualche parte in questo blog: non riesco a scrivere di cose nelle quali non ci sia almeno un barlume di speranza. Per questa ragione mi sono astenuto dal commentare i recenti fatti di Goro.

In queste ore ho letto tante cose in proposito sui media e sui social, alcune anche ben scritte, altre divertenti (come per esempio il commento di qualcuno che diceva “guardate che io a Goro ci sono stato e il non avere voluto i rifugiati va interpretato veramente come un atto d’amore”).

Poi però la cosa più bella che leggi te la trovi quasi in casa e a scriverla è stata tua sorella e assomiglia tanto alle cose che hai sempre amato che scriveva Primo Levi. Di seguito la riporto integralmente. Continua a leggere “Se questo è un uomo”