Un ultimo sguardo

Lasciatemi per ultimo

all’ultimo salto della gola.

Sarò io a smontare l’armo

mentre voi andrete via

convinti che sto per arrivare.

Non preoccupatevi

se durante il cammino

sarò io a chiudere la fila

e rallenterò di proposito il passo

per restare un po’ da solo.

Permettete che sia io

sulla curva finale dalla quale

si intravede ancora il paese

a dare a un ultimo sguardo

sulla tanto amata e odiata Inghilterra.

Non che io non abbia

ancora bisogno della vostra compassione.

Non che io non desideri ancora

la vostra compagnia.

Non crediate che il vostro sguardo

o la mano a stringere la mia

mi siamo venuti a noia.

Il fatto è che viene il tempo in cui

è bene che io mi prepari

al viaggio durante il quale

non si incrociano sguardi,

non si stringono mani.

E’ questo il cimento?

E’ questo il cimento?

Solo ieri camminavamo i sentieri del grande giardino. 15 gradi e pioggia battente. E noi, come cormorani inversi, ad offrire alla pioggia e al freddo la maggiore superficie possibile sperando in un accumulo di cui noi umani non siamo capaci.

Camminavamo e ci bagnavamo, camminavamo ed aprivamo la bocca per riempirla di tutte le gocce possibili che a dire dei miei bambini sanno di limone e di fragola. Continua a leggere “E’ questo il cimento?”

Per la contemplazione 26.0

Per la contemplazione 26.0

Sinceramente non so come possa ottenere effetti di questo genere. Non mi sorprendono le immagini in se, ché chi frequenta i boschi sa che per un tempo infinitesimale e inafferrabile è possibile assistere a scene di questo genere, ciò che mi stupisce è proprio il fatto che lei sia riuscita a fissare queste immagini, a fermarle nel tempo. Continua a leggere “Per la contemplazione 26.0”

Dissezionare la percezione

Dissezionare la percezione

Sono nel bosco di Shortenills a Chalfont St Giles. E’ appena primavera. I faggi sulla mia testa timidamente espongono le gemme verdi e polverose. Siamo partiti all’alba. John Muir avrebbe fatto così. Jon ci ha guidato tutta la mattina dentro il bosco facendo finta che siamo noi a scegliere casualmente il percorso. Lui conosce il posto e sa seguire il sole. Continua a leggere “Dissezionare la percezione”

Stranieri attraverso il tempo

Stranieri attraverso il tempo

 

“Vedere gli stranieri derelitti, coi bambini in spalla, e i poveri bagagli, arrancare verso i porti e le coste in cerca di trasporto”.

“Vi piacerebbe allora trovare una nazione d’indole così barbara che, in un’esplosione di violenza e di odio, non vi conceda un posto sulla terra, affili i suoi detestabili coltelli contro le vostre gole, vi scacciasse come cani, quasi non foste figli e opera di Dio, o che gli elementi non siano tutti appropriati al vostro benessere, ma appartenessero solo a loro? Che ne pensereste di essere trattati così? Questo è ciò che provano gli stranieri. Questa è la vostra disumanità”. Continua a leggere “Stranieri attraverso il tempo”