Non è mia la mia casa

Non è mia la mia casa

Non è mia la mia casa.

È delle formiche che le sue mura abitano e l’attraversano in tutte le direzioni.

È dei ragni che amano le sue geometrie e ne magnificano gli angoli con trine di seta.

È della ghiandaia che ad ogni autunno torna a pretendere con fare impertinente il suo tributo di frutti.

È del gheppio che ad ogni ora incrocia su di essa il suo sguardo e la sgrida con voce querula perché troppo raramente gli regala un grillo o una crocidura.

Non è mia la mia casa perché essa è solo un accidente sulla faccia del Pianeta, rifugio di formiche, angoli per i ragni, dispensa per le ghiandaie, scenario per i gheppi. Domani coperta di edere, le pietre ad erodere, di glicini, le finestre ad aprire.

Vincolo ed opportunità

Vincolo ed opportunità

La mia umanità è vincolo ed opportunità.
La mia umanità mi tiene lontano un passo dallo sconfinare nel volo della libellula, lontano un passo dall’accedere al segreto dell’urlo del gheppio, lontano un passo dal fondermi con l’acqua che scorre.
La mia umanità, però, è ciò che mi permette di produrre un pensiero come questo e passare oltre.

Il visitatore

Il visitatore

Un gioco di remiganti,

un’apertura alare,

uno sforzo muscolare,

tutto in pochi istanti.

 

E l’essere colorato

apparve li davanti

nell’aria dei canti,

nel mattino dorato.

 

Io oltre il vetro,

chiuso nella tana,

che della condizione umana

è il senso e il metro.

 

Io prigioniero,

lui padrone del cielo

a strappare il velo

della mi alterità.

Soprattutto il vento

Soprattutto il vento

Questo racconto nasce veramente da innumerevoli sollecitazioni: la lettura dell’ultimo libro dal titolo “Sicurezza” del mio amico Michele Nardelli, uno dei personaggi de “L’estate Incantata” di Ray Bradbury che o più amato, il racconto “Walter” di Michele Serra. C’è anche dentro un po’ del Piccolo Principe e tanto della mia vita, naturalmente.

Lo dedico a tutti quelli che avranno voglia e pazienza per leggerlo ma soprattutto ai miei Piccoli e a Veronica nella speranza che presto torneremo insieme al Passo del Vento. Lo dedico inoltre al mio amico Giovanni al quale a quel passo ho dato, fra trent’anni (anzi adesso 29), un appuntamento, e al mio amico Giancarlo chiedendogli di venirmi a strappare dal “contenitore” se domani dovesse avere la sensazione che io non sia più capace di farlo da solo. Continua a leggere “Soprattutto il vento”

Se sei

Se sei

Signore, Padre Adorato, molti dubitano della tua esistena. Io non so come sei ma so che esisti.

Lo so perché sei dentro di me da quando sono. Ti ho chiamato con nomi diversi ma la nostra conversazione dura da tempo. Ti ho parlato, ti ho pregato come so, sono stato facile ai canti di gioia, rare le mie lamentazioni.

Molti chiamerebbero questo mio sentiemnto fede, ma forse è solo immaginazione. Continua a leggere “Se sei”