Buono sarà

Buono sarà

Buono sarà ogni volta che ci saranno bambini,
Buono sarà quando ci saranno alberi
Fossero anche pini.
Buono sarà quando ci sarà un fiume
Che scorre da quelle parti.
Buono sarà amarti senza bisogno del domani.
Buone saranno la mani
Che coltivano la terra,
Buono colui che crede che la guerra
Sia cosa cattiva.
Buona la riva del mare
nell’eterno pomeriggio di settembre.
Buone le tenebre che chiudono
Il giorno in cui il lavoro è stato fatto bene.
Buone le cene quelle sere che non avrò nulla da mangiare,
Buone le tare del tempo
In cui pianterò il seme.
Buone tutte le ore che abbiamo passato assieme,
Buone quelle speranze estreme
Che senza speranza,
Nella tua stanza e al tuo cospetto,
Ciò che è bene oggi mi rivelano.

Ricordo

Ricordo

Della casa ricordo

le aurore e i tramonti,

il passar delle ore

e quei monti distanti.

E dei monti ricordo

ciò che il tempo riassume

e la fonte che pasce

il fluire del fiume.

E del fiume ricordo

il suo canto perfetto,

semenzali di pioppi

che ricoprono il letto.

E dei pioppi ricordo

un profumo ed un suono

che donava la sera

alla casa il suo dono.

Che nulla cambi

Che nulla cambi

Fate che nulla cambi,

non per tanto,

il tempo che avanza a questo canto,

alla danza che ancora oggi

faccio col fiume e i monti.

Solo io devo fare i conti

con quel lasso che resta,

solo io il passo

che dalla festa mi allontani.

Solo io le mani unire

a raccogliere acqua e ricordi,

a raccogliere, come fossero culla,

i giorni che restano

affinché per coloro che amo,

ancora per il tempo in cui sono,

non cambi nulla.

E adesso tutti zitti. Silenzio tutti.

E adesso tutti zitti. Silenzio tutti.

E adesso tutti zitti, silenzio tutti.
Perchè possiamo parlare a lungo prima, possiamo dissertare sul rischio che prima o poi il fiume esondi. Possiamo impantanarci in lunghe ed inutili discussioni sul rischio idrogeologico, su fiumi che dovremmo cementificare ed altri che dovremmo rinaturalizzare. Prima possiamo dire tante cose, questo ed altro, ma appena il fiume straripa, appena il fiume esonda, appena spezza la diga, stravolge il greto e impetuoso ed incontenibile scende a valle, allora, se non siamo fiume, se non siamo parte della corrente, possiamo solo stare zitti, possiamo solo in silenzio ritirarci sull’argine e guardarlo, tremebondi, passare. Continua a leggere “E adesso tutti zitti. Silenzio tutti.”