Ciò che il bisogno considera

Ciò che di me le mie api non sanno,
sospese fra il bisogno e l’istinto,
è questo mio essere avvinto
al segno che la nuova stagione
mi imprime come fosse tatuaggio.
Al viaggio che alle prime ore del giorno
comincio con la ragione e la terra
per tracciare un solco profondo,
che sia insieme letto e sentiero,
sul fondo di un nuovo pensiero
per primo nato ieri con l’uomo.
Timore che la natura non basti,
premura che va oltre l’istinto,
l’urgenza di piantare dei fiori
in questo angolino di mondo
è impegno per insetti e sodali,
ché ciò che il bisogno considera
è solo l’amore profondo.

Dal balcone

Dal balcone

Mal di gola, un po’ di febbre. Ma la primavera continua a fare il suo lavoro anche senza di me.

Io ogni tanto sbircio fuori alla ricerca di segni, che tanto sono dappertutto. Ma durano poco, così poco.

Appena ieri gli albicocchi erano ricoperti di fiori e oggi si vedono occhieggiare fra le prime foglie centinai di frutti che sono promessa di dolcezze indicibili. Continua a leggere “Dal balcone”