Non ho fretta di andare

Non ho fretta di andare

Non ho fretta di andare,

mi preme, semmai, restare con voi

il più a lungo possibile.

Per un poco sul richiamo del sentiero

prevarranno gli agi della casa

e il privilegio della compagnia.

Vi sarò grato se vorrete offrirmi un pasto

e voi sapete che soprattutto prediligo

il pane, la frutta e l’acqua.

Vi sarò grato se vorrete darmi

la possibilità di un bagno

ovunque raccoglierete acqua sufficiente per immergermi.

Vi sarò grato se, per una notte,

vorrete destinarmi un giaciglio sul quale stendermi

per il tempo breve di un sogno, di una preghiera e di un verso.

Casa, cibo, acqua, abiti

Casa, cibo, acqua, abiti

Una casa fondata nel tempo,

a volte rifugio di amici,

rete di formiche e radici,

porte e finestre aperte sul vento.

Cibo quanto basta al bisogno,

buono per le gambe e le ali,

da dividere in parti uguali

a nutrire la speranza ed il sogno.

Acqua che non sia mai abbastanza

di sorgente, di fiume, di roggia,

di rugiada, di lacrime e pioggia,

a colmare sete e distanza.

Abiti conformi alla necessità

privi di ricerca o di sfarzo

da indossare senza sforzo

mentre mi vesto nell’oscurità.

Per chi ha fame

Per chi ha fame

Eccomi Mia Adorata,

un po’ in ritardo, un po’ trafelato, come sono quasi sempre in questo tempo strano.

Potrei dirti che ho aspettato che tutti ti facessero gli auguri e i complimenti per poi chiudere io in “in bellezza”.

La verità è che questo tempo arido prosciuga anche quella esigua fonte dalla quale nascono le mie parole e i miei pensieri e devo quindi tornare, quando posso, alla matrice originaria per ripascirla, fosse anche con una giro in moto o una raccolta di verdure selvatiche a Walden. Continua a leggere “Per chi ha fame”

Menù Incidentale

Menù Incidentale

Utilizzo in maniera esagerata le preposizioni incidentali all’interno del mio scrivere. Credo che sia tipico di chi scrive male. Altri indizi, quali un uso eccessivo dei punti di sospensione e delle virgolette, mi fanno capire che la mia narrativa è il prodotto immaturo del mio quotidiano colloquiare e del mio racconto orale. Tanto per abusare anche della metafora possiamo dire che mi sono fermato alla “fase orale”.

Mi consolo pensando che tutto ciò avviene perché le mie frasi scritte, i miei periodi, sono molto ospitali ed in essi si annidano volentieri altre frasi e quindi altri pensieri. Continua a leggere “Menù Incidentale”

Parla Londra: risultati terza giornata

Parla Londra: risultati terza giornata

Cari i miei Figli/Nipoti ecco i risultati della terza giornata del Concorso “Parla Londra” dopo l’ingresso trionfale della nonna in qualità di “creatrice di indovinelli” (e chi meglio di lei che fa la Settimana Enigmistica da quando la incidevano ancora sulla pietra!?!).

La risposta questa volta è: Zia Coca!!! (che per “gli esterni” è il nome con il quale i bambini chiamano mia moglie…lo so che suona strano…) Continua a leggere “Parla Londra: risultati terza giornata”