Odori famigliari

Odori famigliari

Per tanto tempo sono stato convinto che i nostri sensi funzionassero come delle finestre aperte sul mondo.

Grandi buchi aperti sulla superfice della nostra interfaccia con l’universo attraverso i quali ricevere sollecitazioni, impulsi, stimoli.

Poi è venuto Steve Van Matre e l’Educazione alla Terra, e dopo ancora David Le Breton con la sua antropologia dei sensi e mi hanno spiegato, convincendomi, che i nostri sensi purtroppo (e a volte per fortuna) non sono affatto dei canali aperti che ci mettono in connessione con il grande oceano galattico, sono piuttosto delle finestre ma delle finestre con tanto di vetri che si comportano da veri e propri filtri. Continua a leggere “Odori famigliari”

Tanto per scacciare l’esuf

Tanto per scacciare l’esuf

David Le Breton racconta che tra i Tuareg Kel Ferwan e i loro vicini delle porte di Agadez, la conversazione è, in certe ore, un’arma contro i pericoli del silenzio. Nel deserto vivono “quelli dell’esuf“, esseri nefasti che abitano i luoghi intrisi di solitudine. Particolarmente propizia al loro apparire è la notte, insieme al crepuscolo, quando il mondo loro familiare si trasforma in un altro ben diverso.

Questi esseri rendono muti o folli coloro che incontrano e non sanno proteggersi dalle loro insidie. Le situazioni in cui appaiono particolarmente minacciosi sono quelle in cui domina il silenzio. Un uomo cade nell’esuf se è solo di sera o di notte, lontano dai suoi, in preda alla tristezza o alla melanconia di un luogo desolato. Continua a leggere “Tanto per scacciare l’esuf”