Vuoto o Pieno

Vuoto o Pieno

Più di quattro anni fa. Sul vuoto e sul pieno, sulla vita e sul sogno.

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Il cielo è perfetto in se? O sono le nuvole a completarlo? Oppure lo corrompono imponendo una variabilità che lo rende imperfetto?

E queste domande alla fine ricadono nell’ambtio della meteorologia oppure della metafora?

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Lasciagli credere che sia stato il vento

Lasciagli credere che sia stato il vento

Un anno fa…

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Il Piccolo mi fa impazzire. Per tante ragioni in realtà ma ce ne è una che le supera tutte. C’è una parte del giardino nella quale lui e suo fratello amano giocare. Questa zona è separata tramite una ringhiera da quel grande “territorio di nessuno” che da sempre chiamiamo “bosco dei cento acri”. La ringhiera è il confine che viene continuamente attraversato da oggetti destinati a scomparire in questo enorme buco nero. Palloni e palloncini “arroccati” più o meno per ragioni naturali, giocattoli vari che per motivi inspiegabili finiscono dall’altra parte, innumerevoli dardi, proiettili, frecce e freccette di armi quasi sempre improprie, oggetti di ogni tipo che i due si lanciano durante le innumerevoli lotte e battaglie, altri che oltrepassano il confine per un’innata attitudine al lancio del Piccolo soprattutto quando qualche cosa non va per il verso giusto (giusto per lui naturalmente).

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Invictus

Questa poesia oggi è per me.

INVICTUS

Dal profondo della notte che mi avvolge,

Nera come un pozzo da un estremo all’altro,

Ringrazio qualunque dio ci sia

Per la mia anima invincibile.

Nella stretta morsa delle avversità

Non mi sono tirato indietro né ho gridato.

Sotto i colpi avversi della sorte

Il mio capo sanguina, ma non si china.

Oltre questo luogo di rabbia e lacrime

Incombe solo l’orrore della fine.

Eppure la minaccia degli anni

Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto stretta sia la porta,

Quanto impietosa sia la vita.

Io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima.

Ape e vespa: fra distinguere e discernere

Ape e vespa: fra distinguere e discernere

Credo che oggi valga la pena ripubblicarla. Anche se non so bene perché.

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Non ho mai amato le scienze “sistematiche”. La botanica, la zoologia, questa fissazione di dovere imparare a memoria tutti i nomi di esseri viventi ai quali questi nomi li abbiamo dati noi e che se potessero sceglierebbero altrimenti, mi è sembrata sempre attività noiosa e pretestuosa.

I gruppi scortati da appassionate guide naturalistiche attraverso un bosco o un tratto di costa mi hanno sempre fatto un po’ di pena.

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Dipende

Dipende

Nel giorno in cui l’EMA dice, a proposito degli eventuali effetti collaterali del vaccino AstraZeneca, la cosa più vera e coraggiosa che ho sentito negli ultimi mesi ovverossia: “”Benefici superiori a effetti collaterali”, voglio ripubblicare un mio post di un tempo in cui tutto questo non era ancora cominciato.

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Nel 1998 imperversava un brano cantato dagli Jarabe de Palo con Jovanotti. Mi piaceva quella canzone. In maniera leggera e apparentemente superficiale poneva una serie di domande e di confronti e poi con il ritornello dava sempre la stessa risposta: “dipende. Da che dipende? Da che punto guardi il mondo tutto dipende”.

Mi piaceva quella canzone e ancora adesso mi piace, soprattutto il suo ritornello.

Ieri i miei amici Sergio Di vita e Michele Nardelli, che potrei definire i due spiriti che muovono la tavola ouija della mia associazione e che fino ad adesso non sono mai riusciti ad incontrarsi fisicamente, lo hanno fatto virtualmente su facebook (misteri moderni). Michele ha messo sul suo blog una riflessione sull’emergenza che rischia di diventare sistema, io “condividendola” la ho “condivisa”, Sergio leggendola si è preoccupato che questo potesse delegittimare chi nell’emergenza fornisce, anche a costo di grandi sacrifici, un servizio importante.

Chi…

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L’umanità: svolgimento…

L’umanità: svolgimento…

Avevo dimenticato questa storia. Vale la pena ripubblicarla.

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Zaccheo è un bambino. Spesso io e mia moglie lo dimentichiamo perché credo che sia un bambino molto assennato e saggio per la sua età.

Resta il fatto che si tratta di un bambino. E i buoni per il calendario dell’avvento elaborati da sua madre credo che testimonino questo fatto.

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