Betsàida

Quanto non ti aspettavo più sei giunto:
tu l’unico, tu l’ultimo, tu l’unto,
e hai avuto pietà del mio poco vedere.
Due dita in bocca e la tua saliva
ha sciolto il velo e la tensione
che affligevano i miei occhi.
Prima che tu mi tocchi nuovamente
già so, mentre il cuore si prepara,
che ciò che credevo alberi sono persone,
sono la mia gente.

3 pensieri su “Betsàida

  1. Son arrivata qui cercando il testo di una poesia di Nazim Hikmet. Nel non ripetersi del ripetersi. E ho incontrato i suoi versi. N
    e sono contenta e grata!

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