Quando poi, finita l’opera,

ti ritirasti sul monte

giunse la prima sera

e il mondo era tutto li davanti.

La fonte che stillava diamanti d’acqua,

una bava di vento a carezzare gli armenti,

il lento svolgersi del fiume sulla piana,

piume d’ogni colore a impreziosire il cielo.

E dietro il velo di una caligine nuova

una subitanea vertigine ti colse

nel vedere quell’essere fragile al quale

avevi assegnato l’onere immane del racconto.

Stamane allora dalla cima del tuo trono

per l’amore che per noi, dicono, nutri,

nel settimo giorno del tuo riposo,

della rima ci hai fatto dono.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...