Vivo in una famiglia di piante.

Non sono tante ed anche per questo

io le amo una ad una.

Il leccio, gigantesco, nato da una ghianda

raccolta su quel sentiero pantesco,

il pesco, figlio di una merenda dei mie figli.

Fra i gigli e le calle la palma fenice

che dice di una nascita imprevista,

una svista della natura nella casa senza giardino.

Poi il mandarino, che fu un dono di testimonianza,

e, a distanza, il carrubo, il gink go, il gelso e l’ulivo.

Ed io vivo e respiro con i miei verdi sodali

e con il diospiro condivido il primato dell’età.

A metà del giorno mi elevo e mi chino

per raccogliere un frutto, per potare un ramo,

parte e tutto di questa famiglia di piante

che una ad una amo.

2 pensieri su “Una ad una

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