Non passo. E’ inutile continuare a provare, non riuscirò mai a convincerlo a fare l’astronauta. Ma procediamo con ordine. Anche stamattina ci prepariamo con il Piccolo all’usata fatica cominciando ad inanellare i nostri riti del giorno. Il primo si consuma appena entrati in macchiane e superato il cancello di casa. Si chiama “termic game” e consiste nel tentare di indovinare la temperatura dell’aria in quel momento. Il Piccolo, come sempre, ha cominciato qualche settimana fa snobbando la cosa e sparando temperature a caso. Ma poi ha cominciato ad appassionarsi e a reagire da par suo. In pochi giorni ha sviluppato potentissimi sensori che a questo punto gli permettono di indovinare con precisione chirurgica la temperatura del momento. “Termic game!!!” grido io, in preda al solito non condiviso entusiasmo paterno. Lui, senza staccare gli occhi dall’oggetto che in quel momento attrae la sua attenzione, manda giù il finestrino e tira fuori la mano. Poi sentenzia: “18 gradi”. “Ma quali 18 gradi!!!” dico io, “ce ne sono almeno 22!!!”. Sarà come ogni giorno il termometro esterno dell’auto a dirimere la contesa. Pigio il tasto, qualche secondo di attesa e poi sul display appare un lapidario “18° C”, non un decimo in più non uno in meno. Anche per nascondere la mia delusione e per cogliere ancora una volta l’occasione per tornare sull’argomento che più di tutti mi sta a cuore gli dico subito “Cecio io già me lo immagino: tu su Marte, tutte le televisioni del mondo puntate su di te, il giornalista che ti chiede <Astronauta Cesare che temperatura c’è oggi su Marte> e tu che tiri il dito fuori dalla tua e dici <ma…direi circa 141 gradi> e ti bruci il dito come un pollo”. Ride ma subito mi ridimensiona “miiiii…sei fissato con questa storia degli astronauti…e comunque io te lo ho detto cento volte che non lo voglio fare…e poi oramai gli astronauti non è che fanno gli astronauti…”. “Come no?!?!” dico io sdegnato, “e che fanno allora?”. “Niente…stanno tutto il giorno davanti al computer a compilarsi la dichiarazione dei redditi”. Non passo. E’ inutile continuare a provare, non riuscirò mai a convincerlo a fare l’astronauta.

4 pensieri su “Astronautica e dichiarazione dei redditi

  1. Ha ragione lui. Mi hai ricordato quando accompagnavo mia figlia alla scuola materna, tutte le mattine, a piedi, per quei seicento metri, più o meno, con un percorso ogni giorno diverso, poiché erano più d’una le stradine che potevamo percorrere. Così ci fermavamo a guardare e toccare il muschio sui tronchi d’albero (ecco il nord), i primi fiori della primavera, le foglie colorate dell’autunno, i vari insetti e animaletti…lei diceva di voler fare la veterinaria, io la immaginavo invece al liceo artistico o al conservatorio…oggi lavora come social media manager e digital strategist (però, in città, si è riempita il balcone di vasi di fiori e di erbe aromatiche e fotografa tutti gli animaletti che vede in giro).

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...