Credo di avere commesso un errore, credo di avere fatto una valutazione errata. Sono stato convinto fino a questo momento che la divinità a mo’ di nemesi e per punire probabilmente la mia incapacità di evolvere dalla mia posizione ormai incrostata di “aspirante cristiano”, mi avesse inviato in dono un figlio dotato di una forma di ateismo naturale e incrollabile. Cesare infatti da quando è nato propugna uno scetticismo rigoroso e militante nei confronti di qualunque teoria che sia in odore di misticismo, dall’esistenza di Dio a quella di Babbo Natale. E, anche a giustificazione di quel “militante”, si fa obbligo di portare “la cattiva novella” in giro per il mondo e soprattutto presso i suoi coetanei: “guardate che qui la questione non è che Dio è morto…ma proprio che non è esistito mai”. Per fare proseliti si preoccupa di imbastire raffinatissime prove anti ontologiche che propone in tutte le occasioni nelle quali ha a disposizione un pubblico disposto ad ascoltarlo. Ho dedicato un altro post alla sua prova anti ontologica che demolisce in maniera definitiva la figura di Babbo Natale.

Ma come dicevo all’inizio: forse mi sono sbagliato. Due giorni fa ho avuto la fortuna di accompagnarlo ad una festa di compleanno di una sua compagnetta che si teneva in una villa cittadina. Inutile soffermarsi sulle condizioni del bene pubblico dopo il loro passaggio e sul rischio di sovraccaricare ulteriormente il sistema sanitario nazionale per via di tutti i danni che si autoproducevano e si producevano a vicenda.

Proprio questo commentavo con lui il giorno dopo. “Cesare ieri ho visto che c’era la tua compagna bionda che penzolava a testa in giù da un albero rischiando di farsi molto male”. Lui: “papà non hai visto niente…io e due miei compagni ci passavamo sotto tipo tunnel!”. Commento io un po’ disperato: “meno male che c’è l’angelo dei bambini che vi protegge”. Lui mi guarda improvvisamente con quella faccia che viene subito fuori quando qualche mia affermazione misticheggiante fa scattare in lui il servo freno dello scetticismo: “e che sarebbe sto angelo dei bambini?”. “Cesare ma è l’angelo che manda Gesù per proteggere tutti i bambini…me lo vedo con le sue manine aperte sotto la testa della tua compagna per proteggere lei e voi”. Mi guarda e mi dice: “voglio vedere se salgo in un palazzo e mi butto dal terzo piano se l’angelo dei bambini mi salva”. Un brivido mi è corso lungo la schiena. Davanti a me non c’era l’ateo impenitente, c’era piuttosto colui che aspira alla verità assoluta, colui che sfida la divinità dicendole: “mi vuoi? Allora mi devi convincere della tua esistenza andando oltre le regole che tu stessa hai fissato per la natura che tu hai creato”, c’era l’anacoreta, il padre del deserto che sullo sdirupo, da qualche parte nel cuore del deserto egiziano, apre le braccia e grida al suo Signore: “Padre, se ci sei, dammi prova della tua esistenza…io nelle tue mani mi affido”.

3 pensieri su “I padri del deserto

  1. Mio nipote è un bambino speciale …e nn lo dico perché sono diparte ma perché è obiettivamente impossibile non ammettere che ha un pensiero molto anzi forse troppo ben sviluppato per l’eta che ha …

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