Perché davvero, devi credermi, la casa non è muri, non è mattoni, né tegole o cemento. La casa non sono i mobili che l’arredano, i detersivi che la puliscono, gli allarmi che la proteggono. La casa non è nemmeno in fondo i libri o i quadri alle pareti, non è le luci che allontanano il buio, o la stufa per mitigare il freddo. Tutto questo è rete sottile che sembra solida, è sovrastruttura che nel tempo mostra tutta la sua fragilità, la sua mancanza di senso. Come può essere perfettamente pulita, perfettamente ordinata, ben ammobiliata e con le pareti perfette una casa che è piena di vita? Potremo viverci con qualche crepa alle pareti? Potremo viverci con i muri screpolati? Potremo viverci con qualche spiffero e la maniglia della porta che si stacca in continuazione? Io credo di sì.

E invece a quale pezzo di vita dovremmo rinunciare perché essa sia più pulita, più ordinata? A quale pilastro di vita, a quale muro portante di vita, a quale fondamenta di vita siamo disposti a rinunciare perché essa appaia come una di quelle belle case che la vita diserta? Vogliamo rinunciare ai ragni negli angoli, o forse alle formiche che abitano le nostre mura? Vogliamo rinunciare a criceti, tartarughe, gatti, cane, galline e api? Vogliamo rinunciare a quei due esseri improbabili che riempiono le nostre giornate, l’uno l’ombra meridiana dell’altro, oppure a noi, a noi stessi che a piedi nudi l’abitiamo? Vogliamo infine rinunciare all’erba del prato appena fuori, o agli alberi che la aggrovigliano in una rete di radici, o agli storni che giungono a novembre, o alla ghiandaia che gracchia e pretende le ghiande del leccio, o alle due poiane che alte sul nostro capo cercano la giusta ascensionale? A nulla di ciò possiamo rinunciare perché la nostra casa è cellule e sangue, prima di essere sabbia e tufo, la nostra casa è cheratina e clorofilla, prima di essere ferro e argilla. Perché la nostra casa è un canto a salutare l’alba, è il vento che passa tra le foglie, e la risata cristallina dei bambini che giunge la sera dalla stanza accanto.

7 pensieri su “La casa

  1. Per me la casa siamo prima noi, poi le fondamenta (coloro che non ci sono più), poi ci aggiungo le pareti, e il tetto, e i mobili e i libri e il profumo del cucinato, e i cani e le querce e i fiori d’estate e le serre d’inverno, e la musica, le risate….
    Tutto è casa. Se c’è Amore.

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