Ed io so che la speranza

è nella danza di rari fiocchi di neve

che greve, finito il volo,

il suolo ricopre e ghiaccia.

Lo so che è nella faccia del vecchio inverno

che dall’inferno è distante

per quell’istante che aggiunge ad ogni giorno,

e che adorno di trine già alla primavera aspira.

Nella spira del tempo ciò che sembra la fine,

che tenebra appare,

solo le tare della stagione sconta

ma già rimonta la china entropica sul confine

del buio solstizio.

Il vizio è semmai credere questo solstizio di luce

un inizio, pensare l’estate che viene infinita,

come si fa con l’amore,

come si fa con la vita.

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