Ho una preghiera dentro di cui mi vergogno,

un sogno agitato nella notte fonda,

una sponda che vedo ma non tocco mai,

un via vai di pensieri che non fanno una strofa.

 

Una preghiera ansiosa come una coperta troppo corta

che nemmeno storta basta a coprire i miei peccati

e schierati inanzi al Signore pongo come militi ignoti

voti irrisori per doni che non ho meritato.

 

Spietato ed ingiusto presento una lista parziale,

povero messale di un cuore incapace,

una preghiera rapace ed ingiusta,

una susta a chiudere il mio filo di miserie,

una serie di recriminazioni e lamenti a metà.

 

Alla divinità collettiva impongo un punto di vista singolare

per sperare ciò che la giustizia del mondo non tollera.

La collera di Dio può essere l’unica risposta

a questa posta vigliacca puntata sul rosso,

a questo fosso che forse salterò con le gambe che lui mi ha dato,

a questo peccato che come fosse preghiera

questa sera nascondo in una poesia.

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