E cantiamola ancora questa canzone a Dio

troppo serio tu, troppo allegro io.

Aggrappati al ferro vecchio ancora una volta assieme,

tu a me abbracciato nel nuovo giorno che viene.

 

Cantiamolo oggi il nostro canto disperato

in questo tempo impossibile, questo tempo malato,

ché il sentirti vicino mi rischiara la voce

nel ventoso mattino di una vita veloce.

 

E cantiamolo ancora mio adorato ragazzo,

tu perdona paziente questo padre un po’ pazzo,

io ti tengo la mano mentre il cielo scolora

ed intono quel canto ancora, ancora ed ancora.

2 pensieri su “Quel canto

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