Ultimo pesto dell’estate. Sfoglio con i due una tonnellata di basicilo appena raccolta dall’orto. Nel frattempo cerco di introdurli a Francesco Guccini per la via delle parolacce: ascoltiamo l’Avvelenata. Unico commento del Grande: “ste canzoni sono tutte uguali” (ou…parlò quello che vive nell’epoca del rap e del trap!!!).

Finito mi accingo alla pestatura. Li chiamo perché verifichino il risultato. Si mettono in fila: il Grande prima e dietro il Piccolo. Il Piccolo, dal basso della sua bassezza, tenta di capire come si comporterà il fratello nel tentativo poi di replicare. Il Grande assaggia, fa la faccia da Joe Bastianich ” de noantri”, dice con aria ispirata, bocca a culo di gallina e occhi semichiusi “perfetto!” e come ulteriore apprezzamento solleva la mano e fa “OK” con indice e pollice a cerchietto. Dopodichè si dilegua. Il Piccolo sembra avere capito. Si piazza davanti a me, assaggia, fa la faccia da Joe Bastianich nano, dice con aria ispirata, bocca a culo di gallina ed occhi semichiusi “perfetto!” e conclude alzando la manina…e mi mostra il dito medio! Anche lui scompare. Forse proprio attento attento non era stato.

Un pensiero su “Incidenti semiologici

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