E poi venne la notte che arrivò l’estate
e salpate le ancore delle nostre vite
fummo nel mare aperto del tempo.

A quel punto temevamo tutto,
il vento, il lampo, il tuono,
persino il cono d’ombra della rara eclisse.

L’ellisse del sole non compiva più il giorno
e il ritorno era ipotesi remota,
immota la vela nella bonaccia dell’anima.

E più del miglio ancora da percorrere,
più de ciglio di quel mondo al nulla curvato,
rimpiangevamo di Itaca il giaciglio.

2 pensieri su “Il sogno della casa

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