Continua a cuocersi l’agnello nel latte della madre.

L’abominazione si riperpetua quotidianamente senza che nessuno la percepisca più come tale.

Nel tempo nuovo si è perso il senso dei vecchi precetti e forse bisognerebbe cominciare a prescriverne altri.

Comincio io, sommessamente.

Oggi è primavera. Oggi, non domani, non l’anno prossimo. Oggi è primavera.

Lasciamo che sia il vento ad asciugare la rugiada.

Potiamo l’albero da frutto affinchè ce ne sia per tutti. I frutti della chioma per gli uccelli, nel mezzo i frutti per noi, in basso lasciamo rami con gemme fruttifere affinché i bambini possano raccoglierli convinti di rubarli.

Miracolo è oggi. Oggi, non domani, non l’anno prossimo. Oggi è miracolo.

Non sottraiamoci dal contatto con il vento e con l’acqua.

Non neghiamo i nostri piedi alla terra.

Piantiamo quando è il tempo, mangiamo quando è il tempo.

Percorriamo almeno una volta l’anno il perimetro della nostra bioregione come se andassimo alla Mecca, a Gerusalemme, a Santiago de Compostela.

Nuovi precetti per un nuovo tempo.

Qualcuno dovrà pure cominciare a proporne.

Io ho cominciato.

Chi altri?

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