Dio Padre, signore dei mari e di tutte le creature che in essi vivono, oggi voglio elevarti una preghiera e un ringraziamento per una di esse in particolare.

Ti ringrazio per avermi donato l’aringa dorata.

Lo so, lo so quello che stai pensando: tu l’aringa dorata non me l’hai donata, semmai l’hai donata a se stessa perché riempisse i mari nordici del nostro pianeta e in essi intrecciasse trame di tuffi e scatti repentini, di rincorse amorose e fughe spericolate.

Allora facciamo così: tu non l’hai donata a me, ti chiedo solo di poterne prelevare una modica quantità per la perpetuazione dei miei riti famigliari e per la gioia del mio palato.

Lo so, lo so quello che stai pensando: in questo momento ho il sindacato delle aringhe che mi chiede insistentemente di affondare con un bel tifone da cambiamenti climatici tutte le flotte di Svezia, Norvegia e Danimarca e questo viene qui a chiedere un modico prelievo.

Allora facciamo così: io ogni volta che ne comprerò una, e poi la pulirò eliminando la lisca con il massimo della cura e con il cuore rivolto al tempo in cui mio padre faceva lo stesso, e poi la mangerò, un filetto per volta oppure a pezzettini dentro una buonissima insalata d’arance, e la condividerò con i miei bambini, allora, ogni volta che farò tutto questo, eleverò a te una preghiera e alle aringhe un ringraziamento e delle scuse.

Lo so, lo so quello che stai pensando: il solito uomo che con la scusa della religione giustifica la soddisfazione di ogni suo desiderio. Il solito che con una preghiera e una confessione pensa di cavarsela sempre.

Allora facciamo così: io mantengo i miei riti, non dimentico di ringraziare, insegno ai miei bambini che è buono mangiarla questa aringa ma che è importante anche contemplarla in tutta la sua bellezza nel luogo in cui vive e a quel luogo tributare tutta la nostra attenzione e la nostra cura, quello che non mangerò io lo condividerò con i miei gatti e le mie galline perché anche loro possano godere di tanta “grazia” e per finire, proprio mentre starò mangiandola, proprio un quel momento esatto, farò di tutto per essere li e solo li, e in quel secondo e proprio in quel secondo per provare io, ché sembra che l’universo mi abbia creato proprio per questo, a restituire all’universo stesso attraverso la gioia di ogni mio singolo senso tutta la bellezza e meraviglia contenuta nell’aringa dorata.

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