Sono otto scene.

Disegnate e colorate da Zaccheo nel suo “periodo d’oro”.

Una volta inconrniciate sono state uno dei primi regali per il tuo compleanno di cui Zaccheo sia stato consapevole.

Otto scene che per lui in quel momento della sua vita erano la sintesi della tua vita in quel momento.

Lui distante da te ventuno anni, gli stessi che separano me e te, aveva voluto raccogliere in otto scene la tua esistenza: dalla tua nascita fino alla “nostra Africa” con tanto di Josephu rigorosamente color cioccolata. Tu fra di noi equidistante.

Non era arrivato ancora “Farfalla”, che infatti in questo “story board” della tua vita non è presente.

Sono scene rappresentate attraverso il tocco felicissimo di un bimbo di 4 anni. Pancioni spiraliformi, i tuoi capelli disegnati in mille modi diversi (al tempo la fissazione di Zaccheo), un sindaco officiante con tanto di tricolore, una nonna enorme che lascia intendere il “peso” che lei ha sempre avuto nelle nostre vite, pennellate secche e geniali per rappresentare letti, sedili, capanne, montagne.

Era il tempo in cui la mente del Grande era ancora perfettamente libera da preconcetti, legami e sovrastrutture e anche la scrittura (al tempo conquista recentissima) era libera di muoversi in tutte le direzioni dello spazio obbedendo ad un’unica regola: basta che ci siano tutte le lettere, o magari qualcuna in più.

Si perché, tu lo sai, le scene hanno anche un loro titolo: Mamma bebè, Mamma vai a scuola, Mamma aspetta Zaccheo.

Didascalico ed essenziale, e anche un po’ imperativo, come Zaccheo continua ad essere ancora oggi.

E nel mezzo (lo so che non esiste il mezzo di otto…ma considerala una licenza poetica) c’è una scena speciale: Inchontro. Noi la chiamiamo “inciontro” ed è forse quella che ci piace di più.

Ci piace perché quell’incontro lo ricordiamo bene, ci piace per come Zaccheo ha rappresentato con grande abilità il pulmino trasparente dal quale eri scesa da pochi secondi con il tuo impeccabile piumone bianco, ci piace per quell’acca di troppo che rende un semplice incontro un “inchontro” speciale ed unico, ed oggi ha una ragione in più per piacerci.

Così come tu sei a metà fra me e Zaccheo, questo inchontro è a metà fra prima e dopo di me: 17 anni della tua vita di prima, 17 anni della tua vita di dopo.

La somma fa 34 (non 37 come oggi pretendeva che fossero Ginevra): il numero dei tuoi anni nel giorno del tuo trentaquattresimo compleanno. E’ una soglia, un compleanno solstiziale: il più lungo giorno della tua vita “da ragazza” lascia spazio ad un nuovo lunghissimo giorno che è la tua vita di poi con la “tua famiglia”.

E’ un confine sul quale oggi troverai ad aspettarti me, Zac e Piccolo in quel luogo che tanto amiamo non perché ci appartiene ma perché un poco abbiamo contribuito a far si che rimanesse come è sempre stato.

In questo “giorno spartiacque” solo una cosa voglio ancora aggiungere: buon compleanno Mia Adorata.

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