Ci siamo alzati tutti assieme per applaudire.

Un gesto oramai abusato diventava un gesto necessario perché se non lo avessimo fatto non avremmo potuto vederli, piccoli come erano.

Mi sono alzato per applaudire con le lacrime agli occhi, come mi avete abituato in questi otto anni trascorsi assieme, lungo questo percorso.

Mi sono alzato per applaudire mentre i bambini urlavano di gioia ed eccitazione e il nostro applauso li attraversava amplificandosi per riversarsi tutto su di voi: le Maestre.

Otto anni fa ho messo nelle vostre mani il mio primo bambino, quasi quattro anni fa il secondo.

Me li avete restituiti cambiati, più ricchi, più luminosi, cresciuti in grazia e bellezza.

Nell’emergenza di ogni giorno, nella difficoltà di fare scuola pubblica, a Palermo, in un quartiere alla periferia della città, non c’è stato giorno in cui non vi ho visto sorridere.

Io oggi li riaccetto dalle vostre mani, mi riapproprio della mia genitoriale potestà che voi tre per otto anni mi avete in parte sottratta.

Se nel tempo che verrà riuscirò ad essere un buon padre almeno un decimo di quanto voi riuscite ogni giorno ad essere buone Maestre allora saprò di avere fatto bene il mio lavoro.

Maestra Alessandra, Maestra Georgia, Maestra Lidia, io questi bambini me li riprendo ma non sapete quanto vorrei che ognuna di voi potesse continuare, nel tempo, a dir loro di tanto in tanto una parola, a dar loro, di tanto in tanto, la mano.

Già il Gallo Cristallo sembra scomparire all’orizzonte, lo seguono Pierino Palloncino ed una torma di Trilli Folletti. Già Maestra Lidia si allontana di spalle, tutta vestita di rosso,  e mentre Cesare “impazza” lungo quella spiaggia della Sicilia meridionale si incammina anche la saggia Ofelia e Georgia impegnata in uno dei suoi scatenati balli pomeridiani.

Cesare e Zaccheo vi salutano tutti, vi salutano agitando la mano, vi salutano come attori sul proscenio di questo teatro nel quale hanno vissuto grazie a voi la loro infanzia, una mano davanti, l’altra dietro, la schiena piegata in avanti, come voi avete insegnato loro.

Domani si diventa grandi.

Un pensiero su “L’ultima recita

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