In questo tempo di migrazioni (ce n’è mai stato uno che non lo fosse?) i confini si fanno labili e tante sono le incertezze che ci conducono in una terra di nessuno (magari ce ne fosse una!) nella quale arriviamo a chiederci: ma io chi sono?

Gira in rete una vignetta di Mauro Biani sullo Ius soli che mi piace molto (le sue vignette mi piacciono quasi tutte) e che apre questo post.

“Se tu sei come me io poi chi sono?”

Un’identità che si sostanzia nella differenza. La distillazione dell’adagio montaliano secondo il quale riusciamo a sviluppare consapevolezza di noi stessi non attraverso un’assunzione positiva di valori e di responsabilità ma piuttosto attraverso “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.

E’ nell’opposizione con qualcuno che ci realiziamo, è nel non riconoscere all’altro caratteristiche umane che riusciamo finalmente a rivendicarle per noi stessi.

Non siamo capaci di scorgere uguaglianza in ciò che è fisiologico e allora preferiamo cercare la disuguaglianza in ciò che è patologico.

Io non so bene chi sono ma acquisisco certezza della mio essere, della mia identità nella misura in cui sono capace di distinguermi da te, nel momento in cui posso dire con certezza che “tu sei diverso”.

Vale forse la pena ricordare che quando questo atteggiamento si diffonde ed assume le caratteristiche di pensiero politico, allora possiamo stare certi che il lager è dietro l’angolo.

E’ in questi momenti di smarrimento che cerco conforto nelle mie “bussole”. Se cerco risposte a domande che hanno a che fare con “come è l’uomo dentro” allora mi rivolgo a Le Breton, se cerco risposte a domande che riguardano “l’uomo fuori da se e nella relazione” allora interrogo Jared Diamond.

E proprio lui mi viene in soccorso in questo caso. Nel suo “Il mondo fino a ieri” narra del “first contact” fra il mondo e gli indigeni della Nuova Guinea avvenuto nel 1931. Il giorno prima il mondo non sa dell’esistenza di questa popolazione di fatto concentrata all’interno di un’enorme valle nel cuore dell’isola e naturalmente gli indigeni pensano di essere gli unici uomini sul pianeta che per loro si riduce a quella vale. Il giorno dopo si incontrano.

Diamond non dice (e io nemmeno lo voglio sapere) cosa gli esploratori occidentali pensino circa “l’umanità” degli esseri viventi che compongono quella popolazione. Di sicuro però ci dice che quegli uomini appena apertisi al resto del pianeta pensano che gli esploratori non siano umani. Pensano che si tratti di esseri celesti, di alieni provenienti da un’altra dimensione. Tutto tranne pensare che essi possano appartenere alla loro stessa specie.

Così Diamond prosegue nel suo libro: “In occasione del primo contatto i guineiani osservavano sempre gli europei con grande attenzione , studiandone i comportamenti e i resti che si lasciavano dietro negli accampamenti per cercare di capire che cosa fossero. Due scoperte che contribuirono enormemente a convincerli che si trattava davvero di esseri umani furono le feci recuperate dalle latrine dei campi, che avevano il tipico aspetto di quelle umane (cioè erano uguali a quelle dei guineiani), e le descrizioni delle ragazze locali offerte agli europei come partner sessuali, secondo cui gli uomini bianchi avevano organi ed abitudini sessuali molto simili a quelle dei guineiani“.

Perché alla fine questo siamo. Siamo cacca e pipì, siamo sesso, siamo cibo, siamo acqua, temperatura, lacrime e respiro. E se davvero vogliamo capire se siamo “uguali o diversi”, e la nostra è una ricerca intellettualemnte onesta, basta partire da qui, basta andare alla matrice originaria per accertare questa uguaglianza e assumere certezza circa la nostra identità.

Perché alla fine, come dice Woody Allen in “Amore e Guerra” noi esseri umani due cose in fondo siamo: “sesso e decesso” e per amore di rima e completezza io ci aggiungerei anche “cesso”.

 

12 pensieri su “Cesso, sesso e decesso

  1. Io credo che noi si debba accettare di essere uguali e diversi nello stesso tempo perché è nella diversità dell’altro che riusciamo a trovare la nostra completezza e visto che siamo in fase di citazioni questa era un pensiero di Pietro Ingrao.
    SherabuonWE

    Ps. Quanto libro di Diamond che ho letto lo spazio temporale e culturale dava adito a molti equivoci e non che con questo io li giustifichi

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  2. Qualche giorno fa sono capitato sull’account twitter di MSF. Un’esperienza da non ripetere dato il tono dei commenti alle iniziative dell’organizzazione. Temo che del razzismo ci dipingiamo un quadro persino troppo temperato, alla radice non mi sembra che ci sia nemmeno il discorso “tu sei diverso”. Ho idea che si tratti solo di una questione di egoismo e prevaricazione.

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  3. Secondo me la repulsione verso lo ius soli non è dovuta tanto al riconoscimento del diritto di cittadinanza a chi nasce sul territorio italiano, quanto piuttosto all’accanimento con cui il governo si è posto per la questione. La popolazione percepisce tale situazione meno urgente rispetto a tante altre che, ancora oggi, non trovano alcuna risposta neanche dalle istituzioni locali. Parlo della ricostruzione di Amatrice, dell’età pensionabile, della crisi che ancora imperversa (anche se viene negata) e che macina migliaia di disoccupati, dei giovani che scappano all’estero, delle case popolari occupate abusivamente e non solo.
    In questo clima di ansia è logico (a mio parere) che la popolazione rinneghi l’approvazione della legge e con essi le forze politiche che li rappresentino. Perché in America questa avversione viene sentita di meno? perché non appena Trum tocca i diritti dei più deboli gran parte del popolo si ribella?

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    1. tu hai questi segnali dal popolo americano? Devo dirti che purtroppo a me non risulta. D’altra parte ti chiedo? E fra tutte queste altre priorità che ha elencate quale è la “più prioritaria”? E se si provasse a chiederlo alla “gente” pensi che si riuscirebbe mai a trovare un accordo? Se non è dunque il governo di uno stato a fissare le priorità chi sarà mai che potrà farlo? E se questa è la priorità che per ragioni varie ha fissato questo governo e comunque resta una priorità giusta perché non dovrebbe avere successo?

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      1. Quando mesi fa fu ucciso un ragazzo di colore e si chiese a Trump di esprimere rammarico fu la figlia a fare le veci del padre, sulle pressioni di una parte del popolo.
        Le priorità devono essere bilanciate, e se tu Governo noti che la popolazione vive un malcontento è tuo dovere bilanciare le cose.
        Ti riporto un esempio: le case popolari destinate agli immigrati. Molta gente che ha fatto richiesta (famiglie con disabili, disoccupati invalidi, ecc) si vedono sorpassate da chi cerca asilo ed è logico che si sentono poco protetti in Italia, rifiutando a priori lo ius soli. Soluzione migliore sarebbe, secondo me, controbilanciare le richieste e permettere ad entrambe le richieste (italiani ed immigrati) di accedere ai sussidi. Detto in parole povere per ogni casa alla famiglia con invalido, una casa alla famiglia di immigrati.

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