Ogni sera, da mesi, io e il mio ragazzo grande facciamo una passeggiata. La strada è apparentemente sempre la stessa: da casa fino alla nazionale e ritorno. Che novità potranno mai esserci in un cammino sempre uguale?

Eppure basta cambiare la prospettiva, immaginarsi a testa in giù, mentre da veri acrobatii camminiamo le vie del cielo. Che sono sempre diverse e meravigliose.

Le vie del cielo

Dicono una cosa vera.

La sera faccio sempre lo stesso cammino.

Giungo fino alla strada grande poi torno indietro.

Non un metro in più, non uno in meno.

Ceno e parto, con il mio ragazzo accanto,

eppure ogni sera è un canto nuovo

mentre mi muovo su questa strada sempre uguale.

Può sembrare banale il segreto nascosto in una tale magia.

La verità mia è che non cammino il sentiero consueto.

Lieto o triste che sia stato il giorno quello è sempre la stesso.

Smesso il percorso normale ne intraprendo uno diverso.

E anche il verso muta.

Muta la strada, uguale ogni sera, a parlare è il cielo.

Sullo stelo della luna mi arrampico,

mi inerpico su nuvole maestrali,

quintali di stelle mi verso addosso,

salto il fosso dell’orsa

e di corsa affronto

del tramonto la salita.

Come per la mia vita, sempre uguale è la strada.

Comunque vada, quella non cambia più.

Non fosse che a testa in giù nella notte che avanza,

come fosse una danza, io cammino il cielo.

 

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4 pensieri su “Le vie del cielo

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