Zaccheo, 10 anni, desidera sopra ogni altra cosa dormire con noi.

Ieri percorevamo la nostra solita “esse“, impegnati nella nostra passeggiata serale.

Zaccheo schiarisce la voce (segno che sta per dirmi qualche cosa di importante e di disperato, per quanto riguarda il risultato) ed esordisce: “ma perché stasera non dormiamo io, tu, Mamma e Cesare, tutti assieme…abbracciati…e coperti con il piumone nel vostro lettone”.

I 30 gradi nei quali sono immerso, e che accompagnano queste sue parole, mi producono immediato sgomento: “Zaccheo, figlio mio, ma sei pazzo…ci sciogliamo in un bagno di sudore nel giro di trenta secondi!”.

Lui sembra pensarci su un attimo e poi conclude conciliante: “e va bene…allora lasciamo stare il piumone…(pausa strategica)…e pure Cesare…e ci dormiamo noi tre”.

Escluso il peccato originale (che Zaccheo individua in suo fratello), Zaccheo ha così recuperato l’originaria innocenza.

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4 pensieri su “Per esclusione

  1. Simpatico ma io sono sempre stata, forse con eccessiva severità, ad abituare i miei figli a dormire da soli già da piccoli, unica eccezione la domenica mattina. Per cui non era un’abitudine ma un premio.

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