Delle Azzorre rimpiango la Lagoa do Fogo che non discesi mai. Una solerte impiegata della proloco ci scoraggiò: “con un bambino così piccolo? Io non lo farei mai”. E invece avremmo dovuto farlo anche soltanto perché non si sa mai quando è l’ultima volta nelle cose e spesso è la prima a coincidere con l’ultima.

Delle Azzorre rimpiango il profumo inenarrabile della Roca de la Velha. Che facevamo fatica a crederci muovendoci fra i boschi in quota. E quel profumo ci bagnava e ci riempiva la mente e ci diceva che non lo avremmo scordato mai più. Ne ho portato un pezzo a casa con me ma non basta.

Delle Azzorre rimpiango l’onda potente che si abbatte sulla costa e sembra scuotere le isole sin nelle loro radici. L’onda che sgomenta, che fa sentire, me pesce mediterraneo, inerme e che mi toglie il fiato.

Delle Azzorre rimpiango ciò che viene prima delle Azzorre e che appartiene al mio tempo bambino. Rimpiango l’anticiclone, quello che tutti hanno dimenticato, che rendeva le nostre estati limpide, che soffiava venti marini e trasportava foglie e uccelli d’altri luoghi.

Le Azzorre rimpiango, il mio nuovo mondo, le mie vecchie estati.

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3 pensieri su “Delle Azzorre rimpiango

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