Perché la festa più grande appartiene al tempo che si vive. E un poco al passato che si è vissuto. Del futuro niente ci è dato di sapere.

Festa

Che festa, che grande festa sarebbe,

con i Piccoli e Vera

giù alla spiaggia fino a sera

fra l’uomo seduto e il cane

dividere il pane, l’acqua risparmiare.

E con il mare a tutta cornice

contemplare di Berenice la corona diritta sulla testa.

Che festa, che grande festa sarebbe,

filare le corde e con cura preparare la sacca dei chiodi.

E con i modi giusti indossare l’imbraco

al bivacco con i monti a corona a compiacersi

che non ci siamo persi negli anni l’abilità e il verso,

che non ho perso nel tempo l’amore per la tempesta.

Che festa, che grande festa sarebbe,

togliere infine la corona degli anni,

svestire i panni del mio essere per gli altri,

e scaltri pensieri

relegare ad un ieri dimentico.

E con un amico antico parlare di futuro e prefigurare la festa.

Con niente, niente per la testa.

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