Ogni tanto recupero una delle poesie del mio archivio “pre blog”, pre “vita nuova”.

Una storia d’amore di un tempo passato. Una di quelle infelici, come mi piacevano nel “tempo in cui avevo tempo da perdere”.

La persona amata distante, poi un sogno che la fa presente in quello spazio esiguo fra il sonno e la veglia. E quindi i versi che seguono.

Mi desti la mano

Mi desti la mano

E mi sentii felice.

La sera calava

Di fronte alla stazione.

Mi desti la mano

E sentii dentro

Il tempo fermarsi,

La vita ripartire.

Sperare e dire

Non aveva più senso.

Vivere adesso,

Amare adesso.

Al Dio pietoso

Devo il sogno

Che mi terrà in vita

Ancora per un poco.

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