Fra tutti gli essere viventi i miei preferiti sono le piante. Le preferisco anche agli animali, senza dubbio agli uomini.

Gli alberi secolari, le grandi foreste della Terra, le loro incredibili strategie riproduttive, le correlazioni che sono capaci di creare fra di loro, con gli altri esseri viventi e con i sistemi del nostro pianeta. Tutto ciò mi commuove, mi lascia senza parole e mi invita ad aprirmi alla contemplazione.

Anche la loro reattività, a fronte di una presunta immobilità, mi lascia ogni volta stupito e grato.

Il movimento quasi animale della mimosa pudica, la reazione felina di alcune piante carnivore, il rischio che corro ogni volta che sulla mia terrazza i baccelli del glicine arrivano a maturazione e cominciano a sparare semi in ogni direzione, sono altrettanti esempi che mi fanno ammirare la capacità che hanno le piante di sconfinare anche nel mondo degli esseri veloci, nel mondo di “coloro che si muovono”.

D’altra parte anche la loro capacità di crescita ci restituisce, attraverso alcuni esempi, l’immagine di esseri tutt’altro che lenti e capaci, in determinate condizioni, di performance straordinarie.

Proprio in questi giorni vivo un’esperienza che testimonia di questo fatto.

Io la chiamo: il cucurbitincubo.

Funziona più o meno così. Dopo Pasqua sono partito con il mio orto estivo. Tutto è cresciuto bene e con la tecnica della “falsa partenza” sono anche riuscito a ridurre di molto le infestanti.

Per prime sono venute su le piante di zucchine e da un paio di giorni è cominciata la raccolta.

Bene, ogni mattina vado nell’orto e faccio il mio raccolto, riporto a casa un certo numero di zucchine, un numero decisamente maggiore a quello che saremo in grado di consumare e che attiva nella mia mente propositivi “conservativi” che cozzano decisamente con il tempo a mia disposizione. Mi accerto che non ce ne sia nessun altra da raccolgiere, guardo bene fra le foglie, lascio sulla pianta zucchine minuscole, grandi quanto un pollice.

Poi ritorno il pomeriggio (oramai so come funziona) e fra le foglie, con mio grande stupore e con una certa inquietudine, vedo occhieggiare un numero di zucchine, pronte da essere raccolte, superiore a quelle raccolte già la mattina.

Questo è il cucurbitincubo, una fase parossistica della nostra vita che per il prossimo mese ci vedrà impegnati in attività di congelamento, produzione di sottaceti, di pesti, regali a famigliari, amici e colleghi, propositi mai realizzati di vendita, tentativi di eventi associativi della serie “adotta una pianta di zucchine”.

Poi piano piano le zucchine sulle piante cominceranno a ridursi e improvvisamente, da un giorno all’altro, cominceranno pomodori, melanzane e peperoni a dar vita al “solanincubo”.

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6 pensieri su “Il cucurbitincubo

  1. Negli esempi iniziali hai dimenticato l’imprevedibile cocomero asinino (Pacha Mama ne era pieno…). Poi non dimenticare che noi amiamo sia le cucurbitacee sia le solanacee e ci fa molto piacere ridurre i “postumi” del tuo incubo 😉

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