Domani sera arriva Ettore. Lui è mio nipote. Abita a Milano e viene qui per celebrare assieme a noi la sua prima comunione.

Ettore è il terzo della “nipotanza”. Lo precedono Cecilia e Zaccheo, vengono dopo di lui Cesare e Annuccia.

Ettore è il mio mito personale. In assoluto il più brutto neonato che abbia mai visto appena fuori dalla pancia di sua mamma. In assoluto il più bel bambino di quasi 10 anni che io conosca.

Ha questi occhi di un azzurro profondo circondati da ciglia folte e scure, questo faccino perfetto che costringe gli occhi a guardarlo e a guardarlo ancora.

Ma non è solo questo a renderlo il mio mito. Ettore alla sua tenera età è già un uomo integro. Lo è sempre stato, almeno da quando è venuto fuori dalla “fase saltellante”, fase che ha riguardato i primi 4 anni della sua vita e durante la quale era anche difficile determinare con certezza la sua posizione nello spazio.

Ma dopo questa fase; ecco un giovane uomo integro.

Ettore non riesce a concepire le ingiustizie, si tormenta quando i due cugini più grandi fanno comunella fra loro e lo escludono, non riesce ad immaginare che qualcuno possa fare o dire qualche cosa solo per produrre dolore negli altri.

Ettore non è buono (non ancora almeno) ma gli è stato donato una sorta di naturale senso di giustizia attraverso il quale misura il mondo.

Soffrirà? Forse, ma se il mondo non provvederà a “disintegrarlo” (e direi che se ha retto ai primi dieci anni della sua vita ci sono buone possibilità che ciò non avvenga nemmeno in futuro) allora sarà un uomo “intero” per sempre, capace di superare ogni traversia grazie al senso di se e ad una genuina percezione degli altri.

Infine Ettore, grazie ad una miscela perfetta del suo “essere saltellante” e la sua integrità, partecipa ancora adesso di un mondo che non è quello nel quale viviamo noi tutti ogni giorno, ha un piede ben piantato in una realtà parallela, in un mondo surreale, dal quale continua a trarre insegnamenti misteriosi, dal quale ritorna ogni volta con riflessioni che vanno ben al di la di ogni mia più ardita considerazione.

E quindi per concludere ecco la storia che lo riguarda e che risale ad ieri.

Ha chiesto ai suoi di potere leggere qualche cosa che lo facesse spaventare. La mamma prontamente gli ha comprato un bel libro pieno di storie di fantasmi. Ieri pomeriggio lo ha raggiunto nella sua stanza dove Ettore con occhi sbarrati, tremava continuando a leggere il suo libro. “Mamma è un libro che veramente mi fa spaventare tantissimo!”. “Che cosa ti fa spaventare di più di questo libro Ettore”. Ettore alza lo sguardo dal libro; “una parola”. “Una parola???” chiede la mamma. “Si…la parola mascella“.

In quale pianeta sta questa risposta? In quale mondo, del quale Ettore è ospite in questo momento, questa parola mette radici e si trasforma in qualche cosa che evoca paure ancestrali? Quale mostro appartenente alla razza di “quello che non ha significato” le lettere di questa parola compongono nella mente di mio nipote?

Naturalmente io non ho risposte a queste domande, ed è inutile chiedere ad Ettore se non siete pronti a fare con lui un viaggio nel suo universo parallelo.

Io da parte mia posso solo dirvi che quando mia sorella mi ha raccontato questa storia ho riso fino alle lacrime senza riuscire a fermarmi.

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8 pensieri su “Per Ettore e la sua mascella

  1. io fare un’indagine, cosi’ per curiosita’. Da piccola mi spaventava l’ocarina, avevo visto un’immagine disegnata ma era poco chiara e non diceva cosa fosse, a me sembrava un organo interno del nostro corpo e mi impressiono’ tantissimo tanto che non toccai piu’ quel libro 😄

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